Spese pazze: Rossoni assolto dal Gup
per un vizio di procedura
Nell’articolo, Gianni Rossoni, oggi sindaco di Offanengo
CREMA – Tanti saluti e a mai più arrivederci. Gianni Rossoni lascia la compagnia dei rinviati a giudizio ed esce per sempre dal processo delle spese pazze in Regione, grazie a un errore di procedura. Dei 62 indagati finiti oggi davanti al Gup milanese Fabrizio d’Arcangelo, 55 vanno a giudizio, sfidando l’auto, tre hanno patteggiato un a pena da 18 a 24 mesi di prigione, altri tre sono stati prosciolti e uno è stato assolto. Tra i tre prosciolti c’è Gianni Rossoni, mentre l’unico assolto risulta essere Guido Galperti (Pd). Gli altri due prosciolti, sempre per vizio di procedura, ci sono Mario Scotto e Carlo Porcari. Tra i rinviati a giudizio ci sono Nicole Minetti e Renzo Bossi.
Il processo per i 55 imputati comincerà il 1° luglio. Le accuse sono truffa aggravata e peculato e l’ammontare delle somme distratte ammonta a oltre 3,4 milioni di euro.
Per quanto riguarda Gianni Rossoni, i pm gli avevano imputato l’acquisto di 90 provoloni Auricchio, costati 3405 euro e comprati per omaggi istituzionali, oltre a 43 scatole di torrone, sempre acquistate per fare dei regali istituzionali. “Dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia – aveva detto l’ex assessore e vice presidente regionale, – ero stato con il mio avvocato dal pm D’Alessio- Eravamo tra novembre e dicembre del 2013. Al termine del colloquio il pm mi aveva annunciato che la mia posizione sarebbe stata stralciata, in quanto era tutto stato chiarito”. Ma così non era stato, perché il pm aveva chiesto il rinvio a giudizio anche dell’assessore cremasco. Oggi, invece, la conclusione favorevole per Rossoni che archivia il caso e può continuare a fare il sindaco di Offanengo in tutta serenità. Se fosse stato rinviato a giudizio e poi eventualmente condannai, avrebbe dovuto dimettersi, in osservanza della legge Severino.
Pgr
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