Moschea nel parcheggio
Agazzi: “Folle idea”
L’ex parcheggio degli avvocati, destinato a diventare un luogo di culto e, nell’articolo, il consigliere Antonio Agazzi che medita di ricorrere al Tar contro questa decisione
CREMA – A sorpresa viene fuori una seconda area che potrebbe essere destinata a strutture religione: nel parcheggio riservato agli avvocati davanti all’ormai ex tribunale. E la proposta, che passa attraverso la Vas (valutazione ambientale strategica) ed è stata presentata questa settimana, ha fatto trasecolare, tra gli altri, il consigliere comunale Antonio Agazzi (Servire il cittadino) che l’ha definita folle e che sta studiando di ricorrere al Tar contro la volontà del comune. Ecco le sue considerazioni.
Mentre è calata la tensione e l’attenzione – da parte dei media, della politica e conseguentemente dei cittadini – sul tema dell’attivazione a Crema di un Centro Culturale Arabo, si è creata, proprio per questa ragione, la condizione più favorevole, all’Amministrazione Piloni-Bonaldi, per imporre alla città ciò che la città ha fatto capire in ogni modo di non volere. Sul sito-internet del Comune e’, quindi, comparso l'”Avviso di deposito di integrazione del documento relativo alla valutazione ambientale (VAS) della variante parziale al Piano di Governo del Territorio (PGT), per la redazione del Piano delle attrezzature religiose e convocazione della seconda seduta di conferenza di valutazione”. La prima seduta si era ‘celebrata’ lo scorso mese di Dicembre. Il documento di scoping, in quella circostanza, era stato elaborato avendo come riferimento la normativa vigente, ovvero alla Legge Regionale n. 12/2005. Frattanto, e’ intervenuto il varo, da parte del Consiglio Regionale della Lombardia, della Legge del 03 Febbraio 2015, la n. 2, che ha modificato la normativa precedente in tema di ‘pianificazione delle Attrezzature per Servizi Religiosi’. Di qui la necessità di un’ integrazione al ‘Documento di scoping’, relativamente al solo Piano delle Attrezzature Religiose, nonché della seconda conferenza preliminare di valutazione, tenutasi Giovedì 23 Aprile u.s., alle ore 11.00, in Comune a Crema.
Il dato politico e’ che, per quanto sottotraccia, prosegue l’iter burocratico finalizzato, sostanzialmente, a dotare Crema di un Centro Culturale Arabo. A breve, infatti, sarà pubblicato il Rapporto ambientale, in merito al quale – nell’arco di 60 giorni – si raccoglieranno i pareri degli Enti competenti. Quindi, si calendarizzera’ la Conferenza di valutazione finale, la quale licenzierà il parere di compatibilità ambientale, dal momento che la nuova Legge Regionale assoggetta alla VAS anche le Attrezzature Religiose. Si approderà, in conclusione, alla proposta di variante vera e propria, che andrà al vaglio del Consiglio Comunale, il quale sarà chiamato a pronunciarsi in merito all’adozione o meno. Salvo clamorosi colpi di scena, la Maggioranza consiliare su cui si regge l’Amministrazione Piloni-Bonaldi la adotterà. A chi scrive pare sempre più probabile che un ricorso al TAR resti l’unica modalità per provare a fermarLi.
Ciò detto, in quanto Consigliere Comunale – portatore quindi di ‘interessi diffusi’ – ho partecipato alla seconda conferenza, quella tenutasi appunto Giovedì mattina, facendo verbalizzare le mie osservazioni, ancorché non nutra eccessive speranze rispetto alla volontà politica di tenerne conto…’cola’ dove si puote ciò che si vuole’. Essendo stata confermata l’individuazione in Via Milano di una nuova – rispetto al PGT vigente – “area per Servizi e Attrezzature Religiose”, ho sottolineato l’incoerenza nel prevedere una tale possibilità che andrebbe a inserirsi in un contesto sempre più a vocazione e destinazione commerciale, visto che l’Amministrazione medesima mira a un potenziamento di tale tipologia di insediamenti, laddove ammette possibilità pianificatorie di ‘medie strutture di vendita’, prima previste solo in ‘aree di espansione’ e non in ‘aree di complemento’, quale quella di cui trattasi. Vien da chiedere: come ‘si sposa’ una possibile presenza di ‘Attrezzature Religiose’ in un simile contesto? È ben vero che la porzione di area individuata è praticamente incastonata nella sezione (unica enclave in un tessuto prevalentemente commerciale) avente come destinazione quella a ‘Servizi sportivi, turistico-ricreativi’; anche in questo caso, tuttavia, vien da chiedere quale sia il grado di compatibilità e di reciproca possibilità concreta di coesistenza tra ‘Servizi e Attrezzature Religiose’ e ‘Servizi sportivi, turistico-ricreativi’. Inoltre, resta la domanda di fondo: perché un’individuazione su area pubblica? Non è, tuttavia, mancata una novità… ‘clamorosa’: rispetto alla prima conferenza – quella tenutasi lo scorso Dicembre – l’Amministrazione ha individuato una seconda nuova – sempre rispetto al PGT vigente – “area per Servizi e Attrezzature Religiose”,…nel parcheggio dell’ex Tribunale, quello che veniva riservato – prima dell’infausto accorpamento a Cremona – agli Avvocati.
Ho fatto mettere a verbale che non trovo aggettivo diverso da ‘folle’, ovviamente sul piano politico-amministrativo, per definire tale ‘pensata’. L’area in questione – nel PGT vigente classificata ‘per Attrezzature civico-amministrative’ e che ora si propone di destinare ‘ad Attrezzature Religiose’ – e’, infatti, adiacente al parcheggio dell’Ospedale, notoriamente utilizzato in modo ‘pieno’. Un amministratore di buon senso integrerebbe, secondo me, tali possibilità di parcheggio. In aggiunta a ciò, colpisce l’insipienza di chi si trova ad avere a disposizione – io continuo a dire purtroppo – un bene, un patrimonio di cui ancora deve definire il reimpiego – dopo averci ipotizzato insediamenti vari,…di Caserme, Aziende… – e comincia a depauperarlo (e’ come avere un appartamento e venderne il box) o ad affiancarvi previsioni insediative che potrebbero condizionare, in termini critici, proprio la riconversione dell’immobile suddetto.
Da ultimo, e non per importanza, ho fatto notare che l’area di Via Libero Comune individuata per una tale destinazione e’ ricompresa tra il Pacioli di Via Dogali, l’Itis Galilei, una Pizzeria e non dista granché da Sraffa e Liceo Artistico. La deduzione e’ che si voglia ulteriormente e inopinatamente ‘caricare’ di utenza una zona epicentro di ‘Servizi scolastici’, a marcato transito non solo veicolare ma anche di autobus.
Cui prodest? A chi giova?
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