Agazzi interroga
sul nuovo canile
Il nuovo canile durante gli ultimi lavori e, nell’articolo, Antonio Agazzi
CREMA – Il nuovo canile fa discutere, prima e dopo l’inaugurazione. La struttura ha avuto un iter travagliato. Due mesi di ritardo nella consegna dei lavori, causa maltempo imperante, cooperativa che ha vinto la gara per la gestione che all’ultimo momento molla tutto, costringendo Scrp ai salti mortali per trovare in tempo una sostituzione, contestazioni da parte delle persone che gestivano il canile di Crema, raggruppate in una nuova società, Randagi si diventa, che contestano sia il canile, sia la gestione, animalisti che evidenziano le magagne della nuova struttura. E, adesso, anche un’interrogazione da parte del consigliere Antonio Agazzi. Per quanto riguarda la struttura, diremo che in molti sono piuttosto perplessi sulla funzionalità del nuovo canile. Le gabbie dei cani, una settantina risultano in parte rivolte a sud e in parte a nord. Questo significa che alcuni cani saranno sempre al sole e altri sempre all’ombra. Inoltre, qualcuno ha fatto notare che le gabbie, nella loro parte inferiore, non danno possibilità ai cani di vedere fuori e questo costringe gli animali a saltare in continuazione. Inoltre, la parte destinata alla sgambatura lascia molto a desiderare perché incompleta e difficilmente transitabile, visto lo stato del terreno. E adesso c’è anche l’interrogazione di Agazzi che interroga la maggioranza e chiede interventi correttivi per il canile per dare maggior benessere ai cani ospitati. “La separazione tra i box non consente ai cani di interagire – sostiene Agazzi, – ma non è l’unico problema. Anche la socializzazione con l’uomo risulta praticamente impossibile, essendo il box interamente in lamiera e avendo soltanto una finestrella in rete metallica, per altro a un metro e mezzo da terra. Ciò induce i cani più grandi a rimanere tutto il giorno in piedi sulle zampe posteriori e quelli più piccoli a cercare continuamente di saltare, nel tentativo di gettare lo sguardo all’esterno: intuibili le problematiche alle zampe che tali condotte, nel tempo, rischiano di determinare. Vien da dire, inoltre, che, più che assicurare ai “migliori amici dell’uomo” una condizione di benessere, li si sia relegati in una situazione di isolamento”. Per questi motivi Agazzi chiede la sostituzione integrale del pannello che costituisce la parete antistante di ogni box, il posizionamento, sopra i box, di una rete oscurante, al fine di proteggere i cani dal sole e l’approntamento, altrettanto sollecitamente, dello sgambatoio, così da consentire ai cani di uscire dai box.
Se ne discuterà probabilmente nel prossimo consiglio comunale.
Pgr
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