Cronaca

I soci di Assalam votano
Sì al bocciodromo

CREMA – “Mercoledì scorso abbiamo votato e la maggioranza ha deciso che il bocciodromo va bene, con un contratto lungo. Lunedì andremo in comune per chiedere di parlare con il sindaco e concordare le modalità del nostro subentro al bocciodromo. Siamo disposti a sottoscrivere un contratto d’affitto molto lungo”. Lo dice Adnad Kadmiri, segretario dell’associazione Assalam (La pace), che raduna circa 150 musulmani cremaschi dal giugno dello scorso anno e che ha la disponibilità economica di sottoscrivere un contratto con il comune per l’affitto della parte superiore del bocciodromo. Ed è un colpo di scena, perché se fino a ieri la visita dell’imam (ma c’era anche il segretario Kadmiri) alla struttura comunale era stata giudicata estemporanea e addirittura un’intrusione, adesso si deve fare i conti con questa associazione che vuole entrare nella trattativa perché afferma di rappresentare la maggioranza dei musulmani cremaschi. Ma che sottolinea anche di non voler assolutamente litigare con nessuno, tanto meno con Bouzaiane Dhaouadi, presidente della comunità musulmana e fino a ieri unico interlocutore con il comune per l’affare bocciodromo.

Per la verità a oggi il comune non ha mai convocato nessuno, anche se ha fatto sapere a Dhaouadi che prossimamente ci sarà un incontro con il sindaco (o un assessore) per discutere del bocciodromo. Ma adesso le cose cambiano e di molto, perché Dhaouadi vuole un contratto breve in quanto da subito vuole pensare alla costruzione del centro islamico, mentre il gruppo Assalam chiede un contratto lunghissimo perché ritiene che l’obiettivo di costruire un centro islamico resti, ma vada molto in là nel tempo. Una novità inattesa che apre nuovi scenari.

“Noi abbiamo fretta di aver un posto dove pregare – precisa ancora Kadmiri – perché la nostra preghiera non è solo il venerdì. Inoltre, nel centro vorremmo insegnare la nostra cultura, insegnare l’italiano a quelli di noi che non lo conoscono e promuovere incontri con gli amici cremaschi”. Un punto di vista e un’associazione che il comune non può permettersi di ignorare.

Pgr

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