Cronaca

Bonaldi: “Non chiudete
quella posta”

L’ufficio postale di via Torre, in pericolo di chiusura

Nell’articolo, il sindaco Stefania Bonaldi in bicicletta

CREMA – Il sindaco Stefania Bonaldi scrive ai parlamentari chiedendo sostegno nella sua richiesta di non chiudere l’ufficio postale di via Torre, come previsto dalle Poste italiane in quanto esiste un nuovo ufficio in via Cabrini, a cavallo tra Ombriano e Sabbioni. Ecco la sua lettera ai parlamentari.

Egregi signori Parlamentari e Consiglieri Regionali del Territorio

Allego per vostra opportuna conoscenza modulistica richiesta da ANCI LOMBARDIA per la ricognizione delle misure di cui al Programma di Poste Italiane di chiusura o ridimensionam

 

ento degli Uffici Postali, contenente la situazione relativa al Comune di Crema.
Come saprete, il Piano, inspiegabilmente, ricomprende nelle tre chiusure di uffici postali previste nella Provincia di Cremona, anche la soppressione dell’Ufficio nel Quartiere di Ombria
no, il più popoloso della città di Crema, con i suoi 6mila abitanti (frazione che di per sè supera le dimensioni del 46% dei comuni italiani, che contano meno di 5mila abitanti!).
Finora abbiamo investito con due lettere i vertici di Poste Italiane e con una il sottosegretario del MISE, ad oggi senza risultato alcuno.
Contemporaneamente è partita una duplice campagna di raccolta firme da parte delle Forze Consiliari, che hanno raccolto in un paio di settimane oltre mille adesioni. Si sta profilando anche un altro strumento di protesta e di pressione, che consiste nel boicottare i prodotti finanziari di Poste Italiane, chiudendo i libretti o conti postali e spostandoli presso sportelli bancari che restano attivi nel Quartiere. Una misura “forte”, eppure comprensibile, data la posizione di chi
us
ura e di silenzio sinora assunta da Poste Italiane.
Ora stiamo trasmettendo, perchè se ne facciano carico,  ad ANCI Lombardia ed al presidente dell’Area Vasta Cremonese l’allegato documento ricognitivo, che evidenzia le criticità della misura adottata da Poste Italiane, ma al contempo contempla una possibile soluzione alternativa, che abbiamo ritenuto opportuno proporre. Non disconosciamo le necessità di razionalizzazione, ma rivendichiamo che le stesse siano graduali e soprattutto approntate con equità e buon
senso, elementi che nel caso di specie mancano completamente.
Dalle recenti comunicazioni pervenute, sembra che il livello su cui si “giocherà” questa partita sarà quello regionale, ciò non di meno ritengo opportuno sensibilizzarvi rispetto ad un tema molto sentito dalla scrivente e dalla intera comunità Ombrianese, perchè ciascuno di voi, secondo il proprio ruolo ed il proprio livello di servizio al Bene Comune possa farsi portavoce di queste istanze.

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