Cronaca

Ombriano, quale futuro?
Nasce un comitato

CREMA – Il futuro di Ombriano, secondo chi ci abita è  stato il tema della serata pubblica presso l’Asilo di Ombriano di venerdi scorso, organizzato dal consigliere comunale Tino Arpini (Solo cose buone per Crema) in collaborazione con i consiglieri Patrini, Agazzi, Beretta e Zanibelli, la presenza del segretario cittadino della Lega, Bombelli e di appartenenti a Fratelli d’Italia e UDdc.  Saloncino gremito e partecipativo per analizzare tante tematiche che assillano il popoloso quartiere da anni ed altre che si profilano all’orizzonte. Arpini è partito dalla viabilità per rimarcare il forte disagio dell’incrocio fra via Lodi e Torre e l’inadeguatezza della via Torre, sia nella carreggiata che nel passaggio pedonale o ciclabile. La proposta è stata di aprire la via Ceri all’ingresso della città, rendendola bella e accogliente con un adeguato arredo urbano e rallentatori che la mettano in piena sicurezza. Questa via non aumenterebbe il suo carico di traffico, semplicemente invertendolo e perdendo quello in uscita, meglio orientato dalla via Pandino sulla ex Paullese. L’obiettivo è quello di facilitare e fluidificare la circolazione interna ombrianese, dimezzando l’anello viabilistico che, tramite la Ceri, evita di dover andare ogni volta da estremo sud a estremo nord del paese. La via Gazzaniga e la Clavelli sono a 10 metri una dall’altra ma hanno una percorrenza di oltre due chilometri.  Questa soluzione eviterebbe la ventilata ZTL sulla via Lodi, che comporterebbe un aggravio in entrata sulla strettissima via Cazzulli, e potrebbe mettere a rischio le precarie condizioni di ben 83 esercizi commerciali sul territorio Ombriano-Sabbioni, con i loro 200 addetti, al servizio della cittadinanza urbana ed extraurbana.

Si è parlato anche di ambiente e delle rogge in particolare, invitando i cittadini ad un maggiore rispetto e l’amministrazione ad una migliore cura. Così come le case popolari che nel quartiere vedono una massiccia presenza e che presentano gravi problemi di vetustà, ma anche di incuria e cattiva conduzione da parte di alcuni residenti e di chi li dovrebbe controllare e amministrare.

L’inefficienza del trasporto urbano rappresentato dal Mio Bus ha trovato l’unanime condivisione di tutti i numerosi presenti ed è emersa la necessità che un mezzo di Mio Bus riprenda il vecchio giro delle ex corrierine almeno ogni due ore, per garantire un servizio dettagliato e di facile accesso. Il servizio a chiamata è integrativo ma non sostitutivo di un trasporto sistematico in quartieri popolosi come Ombriano, Sabbioni o S.Maria, decentrati rispetto a tutti i servizi amministrativi, commerciali, culturali, sanitari ecc. della nostra città.

Il presidente dell’asilo di Ombriano, Angelo Doldi, ha fatto una vasta disamina dell’ente, anch’esso in sofferenza per il drastico calo di iscrizioni attratte dall’asilo statale dei Sabbioni a tariffe “politiche”, ma ha vantato la grande eccellenza del servizio e dell’offerta di insegnamento, ed anche la creativa finanza alla quale è costretto per quadrare i conti, non senza dolorose scelte, come la riduzione del personale. Arpini ha ribadito che l’imprimatur di appartenenza ad una comunità inizia proprio dalla frequenza infantile e che sarebbe un vero peccato non sostenere il nostro storico asilo.

Sullo scenario futuro di Ombriano pesa il profilarsi di un luogo di culto islamico e, senza addentrarsi nuovamente nelle ragioni del si e del no, si sono considerate le ripercussioni di tipo amministrativo e sui valori immobiliari locali che la moschea potrebbe avere, per l’attrattività sul territorio di popolazione mussulmana.

E l’altro orizzonte oscuro è la minaccia di chiusura della posta dove Arpini ha fatto presente di non essere stato ascoltato quando, nel luglio del 2013, ha avvertito l’amministrazione di questo rischio, mentre ora il Partito Democratico ha iniziato una raccolta firme chiudendosi sotto il suo marchio, anziché condividere l’iniziativa per cogliere insieme l’obiettivo. Quasi che interessi maggiormente la pubblicità al partito sfruttando la crisi dell’ufficio postale. Ma anche Arpini è attivato nella raccolta di sottoscrizioni e spera di poterle unire a quelle del PD, togliendone l’etichetta.

Il frutto della serata è stata la creazione di un piccolo comitato spontaneo, che affiancherà il consigliere nell’analisi delle problematiche, nello studio dei documenti e nella sensibilizzazione sociale.

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