Cronaca

L’odissea di una disabile
per ottenere un indennizzo

L’erba alta nel parcheggio di Pierina Paola Lucchi

CREMA – Pierina Paola Lucchi è disabile al 100%. Guida l’auto, si sposta con una sedia a rotelle e ha un parcheggio per disabili assegnato davanti a casa. Su quel parcheggio cresce l’erba che, diventa altissima nel mese di giugno. Lei chiede ripetutamente al comune di tagliarla perché le è d’impaccio, ma questo non si verifica fin quando, un giorno, la sedia a rotelle si incastra nell’erba e lei cade, fratturandosi alcune costole. Pronto soccorso, prognosi, malattia, cure. Il giorno successivo all’incidente il comune, che ne è venuto a conoscenza, va a tagliare l’erba e fa sapere alla ragazza che avrebbe dovuto parcheggiare da un’altra parte e che, quindi, non si sente responsabile. Un po’ come dire: non chiedere rimborsi perché non te li concederemo. Comincia così l’odissea di Pierina. Dapprima la ragazza deve sottoporsi alla visita fiscale presso la dottoressa Tiziana Galli, ma quando ci va scopre che per arrivare allo studio della professionista è necessario salire tre gradini e che non c’è il montascale. Lei fa presente la cosa alla dottoressa, la quale afferma che i disabili arrivano accompagnati da due persone che li aiutano a salire nello studio. E si rifiuta, giustamente, di visitarla in strada. La nostra disabile così è costretta a tornare con una persona che la aiuta a superare la barriera. Superato anche questo ostacolo, attraverso l’avvocata Cristina Interlandi di Milano, la ragazza chiede al comune un rimborso per i danni subiti di 2700 euro e se ne sente offrire 500. “Se il comune ritiene di non aver colpa alcuna nel mio incidente, non deve offrire nulla. In caso contrario, vuol dire che ha delle responsabilità”, afferma la Lucchi, che darà mandato all’avvocato di procedere.

Pgr

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