Cronaca

Le Poste chiudono Ombriano
Proteste, Bordo ‘interroga’

CREMA – Come avevamo annunciato dieci giorni fa ecco la mannaia delle Poste. Sono 26 gli uffici provinciali che chiudono parzialmente o totalmente e tra questi l’ufficio postale di Ombriano. “Avevo fatto presente già un anno fa questo pericolo -dice il consigliere comunale d’opposizione Tino Arpini – e il sindaco Stefania Bonaldi mi disse che avrebbe verificato, mentre qualcun altro mi dette dell’allarmista. Adesso siamo davanti a comunicati ufficiali”. L’altro ufficio postale cremasco che chiude è quello di Gallignano. Altri ancora saranno ‘razionalizzati’ nel senso che resteranno chiusi da due a tre giorni la settimana. Tra questi, gli uffici cremaschi che ridurranno  i giorni di apertura ci sono Camisano, Capralba, Casale Cremasco, Capergnanica, Casaletto Ceredano, Credera Rubbiano, Cremosano, Cumignano sul Naviglio, Izano, Fiesco, Ricengo e Ripalta Arpina.

Le ragioni che hanno portato a queste decisioni sono da ricercare nella mancanza di personale, come sostiene il sindacalista della Cisl Pietro Triolo: ” Gli uffici sono spesso in difficoltà che possono essere così riassunte: mancanza di personale negli organici che non consentono la copertura delle postazioni di sportello e delle sale consulenza; continui quotidiani distacchi di personale da un ufficio all’altro per permetterne l’apertura ed il funzionamento; prolungamenti orario di lavoro ; obbligo mensile di consumare giornate di ferie in luogo di una programmazione che tenga conto delle reali esigenze del lavoratore; postazioni e strumenti di lavoro inadeguati con sistemi informatici spesso bloccati e non funzionanti ecc…”.

E le proteste non si sono fatte attendere. Dapprima Franco Bordo, parlamentare di Sel, fa sapere che ha depositato un’interrogazione parlamentare. Ecco la sua comunicazione.

Oggi ho depositato l’allegata interrogazione parlamentare al Ministro dello Sviluppo Economico in merito alla notizia che in provincia di Cremona le Poste hanno deciso la chiusura di 3 uffici postali e la riduzione di orari e giorni di apertura di altri 26 uffici. Questo provvedimento deciso da Poste Italiane senza alcun confronto con gli Enti Locali e alcuna considerazione dell’impatto sociale e dei disagi che causerà ai cittadini, specialmente ai più anziani è inaccettabile. Un piano di chiusure e riduzione di servizi che risulta essere ancora più indigesto da parte di una azienda pubblica che registra importanti utili e profitti e che pare intenzionata con questa scelta ad aumentare la sua appetibilità finanziaria in vista della quotazione in Borsa, senza tenere in alcun conto le ricadute che queste scelte avranno sui servizi ai cittadini. Il Governo chiarisca se dopo aver autorizzato con la Legge di Stabilità le Poste a consegnare la posta solo quando lo ritengono economicamente vantaggioso, ora condivida anche questa massiccia riduzione della presenza territoriale di un servizio essenziale come quello postale.

Quindi il sindaco Stefania Bonaldi ha scritto ai vertici di Poste italiane per chiedere di ripensare alla decisione di chiudere l’ufficio a mezzo di una lunga lettera.

Anche altri esponenti politici hanno evidenziato l’importanza dell’ufficio e in particolare, i consiglieri comunali di Ombriano, Giossi, Guerini e Valdameri, si rivolgono al sindaco perché prenda posizione.

pgr

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