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Cappelli convoca capigruppo
Lega contesta il sindaco

Vincenzo Cappelli mentre presiede un consiglio comunale

CREMA – Clima sempre più arroventato in merito alla concessione di un luogo di culto agli islamici cremaschi. Domani il presidente del consiglio comunale Vincenzo Cappelli vede tutti i capigruppo consiliari per decidere la data dei consiglio comunale aperto che darà la possibilità di discutere sul progetto. Ma c’è già chi contesta preventivamente, come il capogruppo di Forza Italia Simone Beretta, il quale si lascia sfuggire un pensiero forte: “Ma se la maggioranza ha già deciso e tutto quel che si dirà nel consiglio comunale aperto sia da perte della gente, sia da parte dei politici non servirà a far cambiare idea, nel senso che il luogo di culto si fa, perché se ne parla? E’ una presa in giro?”.

Intanto la Lega contesta il sindaco Stefania Bonaldi che ancora una volta ha ribadito la sua volontà di concedere il luogo di culto (che la Lega chiama moschea, ma che moschea non è) e lo fa con il comunicato a firma del suo segretario Andrea Bombelli che riportiamo qui sotto.

Apprendo dal rilancio degli organi di stampa la volontà del sindaco Bonaldi di continuare sulla propria strada nella costruzione della Moschea a Crema, nonostante le continue tragiche notizie che giungono da tutto il mondo: dopo l’attentato terroristico di Parigi, in Nigeria il gruppo fondamentalista islamico Boko Haram ha colpito ancora uccidendo, secondo Amnesty International, quasi 2000 persone in una settimana. Il problema grave è che l’amministrazione di Crema è sorda rispetto alle richieste dei cittadini: la signora Bonaldi persevera infatti sulla propria strada, incurante delle richieste che provengono dalla stragrande maggioranza dei Cremaschi. Nel suo programma elettorale (il “patto” con i cittadini, il cui contenuto è fondamentale per ponderare le proprie scelte di voto) non era infatti prevista l’edificazione di una Moschea quale priorità del territorio. Proprio a causa della mancanza di un punto chiaro nel programma è fondamentale che nel momento in cui si presentano delle scelte importanti e soprattutto condizionanti per il futuro di un’intera comunità, l’Amministrazione ascolti anche le posizioni diverse e contrarie alla propria. Invece, questa Amministrazione si ostina con forza sulle proprie posizioni senza confrontarsi e senza prendere in considerazione chi la pensa in maniera diversa. La sua intransigenza al riguardo denota sicuramente una capacità di raggiungere i fini che si pone. Peccato però che questi fini non siano attualmente ciò che chiedono i Cremaschi. Mi sarebbe piaciuto infatti vedere la medesima perseveranza anche in altri ambiti: per esempio riguardo alla lotta contro la chiusura del tribunale di Crema, oppure nell’abbassamento delle aliquote comunali, le quali anzi sono state aumentate! Soprassedere nella costruzione della Moschea e indirizzare le proprie forze su argomenti più pregnanti deve essere un imperativo categorico per il bene di tutta la comunità.

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Commenti
  • Bepi

    Ma questo signor Bombelli ha capito la situazione o no?
    Sono sembre piu’ basito… Dott. Chizzoli, pensaci tu a tirare lui le orecchie!!!

    Interpreta il volere dei cremaschi mettendo davanti le sue idee, incredibile!

    Se vuole fare una battaglia contro l’islam vada a Roma. A crema si approva una Musalla, non si fa la guerra santa!

    (che Bombelli abbia pronta la guerra santa e non ce lo dice???)

    bepi

    • Frank Simpson

      Ma che minchia dici? Qui é il sindaco che va contro il volere dei cremaschi!!! Se non ci crede faccia un R E F E R E N D U M!!!!!!!!!!!!!

      • Bepi

        Bonjour finesse!!! (Complimenti per il linguaggio)

        Il volere dei cremaschi chi lo determina? Una persona o i cremaschi.
        E ad oggi i cremaschi tutti non hanno espresso il loro volere.

        Poi c’è un punto che sottovaluti.
        Alcuni diritti non possono essere attribuiti sulla base del volere popolare. Ci sono e basta. Il diritto al culto religioso è uno di questi.
        Se non ti va bene puoi emigrare negli Stati dove il culto religioso non è libero. Iran. China. Nigeria nei fatti…

        Cordialmente