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Danone, 42 licenziamenti
ma la produzione continua

In prima pagina, lo stabilimento Danone di Casale Cremasco

Qui sopra, la protesta dei dipendenti a giugno quando venne annunciata la chiusura

CASALE CREMASCO – Sono 42 i dipendenti della Danone di Casale Cremasco che hanno accettato il licenziamento entro il 31 dicembre. Restano in azienda, invece, 45 dipendenti, che continueranno a lavorare fino alla chiusura dello stabilimento cremasco della multinazionale francese, fissata per il mese di luglio del 2015. “Abbiamo chiesto la cassa integrazione per i dipendenti che sono rimasti – dice il sindacalista Cisl Ivan Zaffanelli – perché c’era qualche possibilità che l’azienda decidesse di chiudere in anticipo. Invece, esaminata la situazione, la Danone ha previsto per lo stabilimento di Casale quote di produzione che consento ai dipendenti di restare in attività”.

I dipendenti che hanno accettato di essere licenziati entro la fine di questo mese sono in totale 42, ma 24 di questi se ne è già andata con l’inizio di dicembre. Tutti percepiranno una buonuscita di 25mila euro e un incentivo che varia da 18 a 26 mensilità, secondo gli anni di lavoro svolti in fabbrica e la situazione familiare. Inoltre l’azienda ha messo a disposizione delle ditte che assumeranno un ex dipendente Danone un assegno di 6000 euro come incentivo all’assunzione definitiva. Chi, invece, ha deciso di restare in azienda fino alla chiusura, quando sarà licenziato percepirà quanto hanno avuto il loro colleghi già licenziati, con la sola differenza che la buonuscita sarà di 10mila euro anziché 25mila.

Pgr

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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