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Legge sui luoghi di culto
Bordo scrive a Maroni

L’onorevole Franco Bordo scrive al presidente della regione Lombardia Roberto Maroni, in merito alla proposta di legge che regolamenta la costruzione dei luoghi di culto.

Sono recentemente uscite sulla stampa dichiarazioni dell’Assessore Regionale Viviana Beccalossi e del Consigliere Regionale Carlo Malvezzi in merito alle modifiche che Regione Lombardia vorrebbe apportare alla Legge Regionale 12 /2005 che legifera in merito alla realizzazione dei luoghi di culto e che, sempre in base a tali dichiarazioni, dovrebbe andare all’attenzione del Consiglio Regionale della Lombardia all’inizio del 2015.

Il Consigliere Malvezzi dichiara che l’autorizzazione alla costruzione di un luogo di culto “sarà vincolata all’obbligo preventivo di aver stipulato un’intesa con lo Stato, approvata con legge, e alla sottoscrizione di una convenzione con il Comune ove si richiede l’edificazione; che i soggetti richiedenti devono avere una presenza diffusa, organizzata e consistente a livello nazionale ed in ambito comunale e possedere uno statuto che prevede l’esclusivo carattere religioso delle loro finalità; l’obbligo di installazione di telecamere esterne a carico del richiedente e spazi auto di dimensioni adeguate. L’obbligo per il comune di dotarsi di un piano delle attrezzature religiose, sottoposto alla (VAS) Valutazione strategica Ambientale.”

L’Assessore Beccalossi aggiunge che: “i Comuni saranno obbligati a dare pubblicità a tutti i cittadini e ai soggetti interessati, offrendo loro la possibilità di esprimere concretamente la propria posizione in merito alla richiesta; inoltre verrà data anche alle Forze dell’ordine la possibilità di esprimersi in modo ufficiale circa i rischi connessi all’insediamento di nuovi luoghi di culto; non sarà possibile effettuare l’installazione di nuove strutture religiose sino alla redazione e approvazione da parte del Consiglio comunale del Piano delle attrezzature religiose” e ancora che “secondo quanto previsto nel Progetto di legge, il piano dovrà essere approvato entro 18 mesi dall’approvazione della legge stessa, pena l’impossibilità di installare attrezzature religiose fino all’approvazione del nuovo Pgt, il Piano di governo del Territorio, e quindi nei prossimi quattro anni”

Con i contenuti sopra esposti, risultano evidenti le finalità discriminatorie e restrittive delle libertà dei cittadini, in questo caso specifico la libertà di professare una religione, da parte di una Legge regionale, così come risulta evidente il contrasto con le garanzie costituzionali, con il Trattato di Lisbona e la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, sottoscritti dal nostro Paese.

La Costituzione Italiana, come Lei ben sa,all’art 3 impedisce atti discriminatori e, agli articoli 8 e 19, sancisce la libertà di culto, di professare la propria fede e farne propaganda.
Inoltre, la possibilità, per tutte le confessioni religiose (senza alcuna distinzione tra culto cattolico, acattolico, con o privo di intesa) di vedersi riconosciuta, da parte dei Comuni, di aree da destinarsi al proprio culto è stata più volte riaffermata anche dalla Corte Costituzionale.

La Corte, in particolare, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di norme regionali che limitavano l’esercizio di culto (e quindi anche la costruzione di edifici ad esso destinati) alle sole confessioni che avessero stipulato un’intesa con lo Stato ai sensi dell’art 8 della Costituzione.

Signor Presidente, La invito a fermare tale Progetto di Legge, o maxi emendamento che sia, perché altrimenti, se approvato, sarà mia cura avviare una raccolta firme tra i Parlamentari Lombardi per chiedere al Governo Italiano di impugnare davanti alla Corte Costituzionale un provvedimento della Regione Lombardia palesemente incostituzionali.

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