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Inchiesta Mafia capitale?
Agazzi dice la sua

Gentilissimo direttore,

ogni tanto occorre porsi qualche domanda… scomoda e, soprattutto, darsi risposte altrettanto scomode.

Ebbene, cosa dimostra l’inchiesta di Roma, “Mafia capitale”? Una volta di più, che le Partecipate (o municipalizzate, ciascuno le chiami come ritiene), non sono solo costosi poltronifici, ma centri di potere, epicentro di clientele, collettori di voti in cambio di appalti, magari… con affidamenti diretti (prassi consolidata, per esempio, nel caso delle… cooperative), snodi di corruzione i cui costi, le cui inefficienze sono poi caricati sulle spalle dei cittadini contribuenti. Alterano, in aggiunta, la competizione democratica tra i partiti e – soprattutto – nei partiti: finché non si spezza l’intreccio appalti-soldi-tessere di partito (o Primarie) -voti (o preferenze), finché continueranno le gestioni opache o poco trasparenti, ci indigneremo per l’ennesima volta e, in breve tempo, saremo daccapo… Le persone corrette continueranno a essere tagliate fuori, in termini di percorso politico, minoritarizzate all’interno dei partiti. In Italia abbiamo grosso modo 8000 partecipate, di cui 6500 sono notoriamente scatole vuote. Cottarelli è tornato negli Usa, Renzi premier su ciò non interviene. E anche da noi, Bonaldi, Galimberti, Bongiovanni, Vezzini – a Crema, a Cremona, a Casalmaggiore – vogliono o no imboccare, con decisione, senza ulteriori titubanze, la strada del rinnovamento? A Crema, sono anni che chiedo di superare il sistema Partecipate, ma l’andamento è… lento, direbbe Tullio de Piscopo.

Forza!!!

Antonio Agazzi

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