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Iori, il giudice del lavoro
dà ragione all’ospedale: licenziato

CREMA – Altra grana per Maurizio Iori che, nel carcere di Bollate, attende l’esito del ricorso per Cassazione contro la sentenza del processo della corte d’Assise d’appello di Brescia che ha confermato la condanna all’ergastolo per l’assassinio di Claudia Ornesi, sua ex amante e della loro figlia Livia. La scorsa settimana il giudice del lavoro di Cremona ha rigettato il ricorso inoltrato dal suo avvocato, la legale Maria Leonardo di Mantova, avverso al licenziamento dal reparto di oculistica dell’ospedale di Crema, licenziamento deciso all’indomani della condanna di primo grado emessa dalla corte d’Assise del tribunale di Cremona il 18 gennaio 2013. E non finiscono qui i conti tra l’oculista e l’ospedale di Crema, perché c’è ancora pendente una causa per truffa. Infatti, quando la polizia di Crema ha indagato sul delitto del 21 luglio 2011, ha scoperto che almeno in una dozzina di casi il medico aveva timbrato il suo cartellino lavorativo e non si era recato al lavoro, ma si era allontanato per sbrigare faccende personali, tra le quali quelle di acquistare gli oggetti che poi sarebbero serviti per uccidere le due vittime. Quando la direzione dell’ospedale è venuta a conoscenza di questi fatti ha incaricato i suoi legali di denunciare per truffa il medico di Crema. Durante i primi dibattimenti in aula gli avocati del medico hanno sostenuto che Iori non aveva alcun obbligo a timbrare il cartellino e che gli orari di lavoro sostenuti dal medico erano ampiamente superiori al dovuto.

Oggi Maurizio Iori è nel carcere di Bollate dove è stato messo in una cella insieme a un prete di origine cremasche (è nativo di Campagnola), don Walter Mariani, condannato in quattro gradi di giudizio (anche per lui la Cassazione aveva ordinato il rifacimento del processo) a sei anni e due mesi di reclusione per l’accusa di violenza sessuale aggravata e continuata nei confronti di due lucciole. Anche per questo caso, opinione pubblica spaccata, con numerose persone pronte a giurare sull’innocenza del parroco della parrocchia mantovana di Ognissanti e ritenuto da molti un benefattore.

pgr

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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