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Cade nella roggia e annega
Morto Armando Vagni

“Ha messo un piede sui mattoni e l’altro sulle pale di ferro del mulino. Quel piede l’ha tradito, perché il ferro era scivoloso e l’ha fatto cadere nel colatore, dove c’era una corrente impetuosa. E’ scomparso subito sott’acqua. Ho chiamato i soccorsi”. E’ sotto choc Alberto Dell’Acqua, titolare del ristorante il Fondaco dei Mercanti, a Moscazzano, che la notte scorsa ha visto morire Armando Vagni, il suo giardiniere di fiducia, che aveva chiamato perché le piogge impetuose e incessanti stavano gonfiando oltre misura il colatore che scorre a un passo dal ristorante e la piena rischiava di far uscire l’acqua che avrebbe invaso inesorabilmente la sala da pranzo, come già avventuo nel 2009. L’uomo racconta ai carabinieri quel che è successo. E’ quasi mezzanotte e il ristorante sta per chiudere, quando Dell’Acqua si accorge che la roggia sta tracimando. Non chiama i vigili del fuoco perché ritiene che sia sufficiente aprire le paratie che sbarrano parzialmente il corso del colatore per evitare che l’acqua esca dal suo corso. Chiama, invece, Armando Vagni, 37 anni, del paese e di professione giardiniere. L’uomo cura il verde di parecchi giardini di Moscazzano e dintorni e ha anche un contratto della durata di un anno con il comune per curare il verde pubblico. Vagni arriva e con il titolare del ristorante si porta sul retro e raggiunge le paratie. Mette un piede sullo sbarramento in mattoni e l’altro sulla pala metallica del mulino per assicurarsi stabilità e girare la vite che alza gli sbarramenti, ma proprio mentre si accinge a cominciare l’operazione, il piede sulla pala scivola e l’uomo finisce in acqua. Senza più riemergere. “C’era tanta schiuma dovuta allo sbattere impetuoso dell’acqua – aggiunge il titolare del ristorante. – Non ho più visto Armando. Sono corso a chiamare aiuto. Nel ristorante c’erano mia moglie e il cuoco. Abbiamo avvisato i vigili del fuoco”. In breve da Crema arrivano i pompieri e con loro anche i carabinieri. E’ notte, viene avvertito anche il sindaco del paese, Gianluca Savoldi, che è subito sul posto. Armando non si trova. I vigili del fuoco richiedono l’intervento dei sommozzatori di Vicenza, che arrivano intorno alle tre. Si decide di abbassare il livello dell’acqua nel fosso, che è di circa due metri. “Erano le 4.15, quando ho visto spuntare un piede da sotto la pala del mulino – dice il sindaco. –  A quel punto abbiamo capito che ogni speranza era finita”. Il corpo viene recuperato e trasportato nell’obitorio dell’ospedale di Crema. Nel pomeriggio il magistrato farà trasportare il cadavere all’obitorio dell’ospedale di Cremona e ordinerà l’autopsia, che sarà eseguita questa mattina. Poi, più tardi la salma sarà a disposizione dei parenti per le esequie. La vittima lascia una sorella, avvocato e gli anziani genitori e una zia, con i quali viveva ancora. “Siamo andati, io e il parroco – continua il sindaco – a casa della sorella. Erano da poco passate le cinque. L’abbiamo avvertita della tragedia e poi, con lei, sia tornati a Moscazzano per avvertire i genitori e la zia. Erano le 6.30 quando abbiamo bussato alla loro porta”.

Pier Giorgio Ruggeri

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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