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Delirio e degrado:
il sabato notte alla
Corte degli Archi

Chiamatelo botellón. Chiamatelo diritto di tappo. Sta di fatto che la pratica di portarsi gli alcolici da casa, per consumarli insieme agli amici, all’aperto, sta diventando sempre più diffusa. Lo sa bene Laura, titolare del Madhouse, locale che ha sostituito lo storico Victorian Pub.

Ogni fine settimana stormi di ragazzini si riuniscono alla Corte degli Archi, per consumare ingenti quantitativi di alcolici. I problemi – tralasciando la morale – iniziano dopo. Iniziano con il diverbio, continuano con la scazzottata, e si concludono alle 4 del mattino, quando le carcasse della bevuta si sostituiscono ai ciuffi d’erba nelle aiuole. “Il sabato, qua fuori, è un delirio”, commenta Laura. “C’è tanta gente, tanti ragazzini, e tantissimi alcolici”, prosegue.
Ecco il primo problema: il giro d’alcol è fuori controllo. “Noi, dentro, non serviamo alcolici ai minori, non lasciamo le bottiglie né ne stappiamo a chi se le porta da casa”. Eppure, le bottiglie di vodka, e le birre da 66 pullulano. “Il problema – riflette Laura – è che, nel caso succeda qualcosa, queste persone potrebbero dire di aver bevuto da noi, anche quando non è così”. Un rischio reale, specialmente per i gestori di un locale. “A causa di alcune lamentale – spiega la titolare – un operatore SCS è venuto da noi, chiedendo quali bottiglie tenessimo, ma ha constatato che tutte quelle trovate fuori, nei quadroni, sono di marche differenti”.
E poi, le risse. “Bevono di tutto e perdono il controllo con niente”, riferisce Laura. Si tratta, per lo più, di ragazzini dai 14 ai vent’anni. Molti non raggiungono la maggiore età. Lo dimostra la differenza d’afflusso tra il venerdì ed il sabato sera. “Molti ragazzini li allontaniamo, e non gli serviamo da bere perché non hanno l’età”. Ma questo, purtroppo, non funge da deterrente. E al goccio di troppo segue la parola di troppo, che sfocia in insulti e schiaffoni. Ma attenzione: “non è vero che ci sono risse un sabato sì e uno no”, precisa Laura. Certo, la cronaca non è nuova ad episodi di violenza da sbronza del sabato sera. E non si può nemmeno dire che le azzuffate e le risse siano aumentate rispetto a un lustro fa. Nondimeno, osserva la titolare del Madhouse, “negli ultimi anni la situazione è peggiorata”.
Dal canto loro, i gestori del locale che s’affaccia su Corte degli Archi ce la mettono tutta. A fine turno, quando la nottata volge al giorno, si fermano e raccolgono il più grosso, nella piazza antistante – e lo fanno senza pubblicità. Alle prime avvisaglie di scazzottate non esitano ad informare le Forze dell’Ordine. Ma ciò non basta. La furia alcolica dei nuovi adolescenti non conosce rispetto. Il sabato la nottata diventa ingestibile. E così, Corte degli Archi, si trasforma nella piazza dei minorenni balordi. “Io non posso impedirgli di portarsi gli alcolici da casa”, conclude, rassegnata, Laura.
Che fare, allora? Di soluzioni si fatica a trovarne. L’unica consapevolezza che rimane è che “la situazione sta andando fuori controllo”.

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