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“Ricostruire attraverso
i mestieri”: conclusa
la seconda tranche

Si è conclusa in questi giorni la seconda tranche dei tirocini del progetto “Ricostruire attraverso i mestieri”, consistito “nell’attivazione di percorsi di tirocinio di inserimento (o reinserimento) all’interno di una Bottega di Mestiere, rappresentata da un gruppo di imprese operanti nei comparti produttivi propri della tradizione italiana, per stimolare lo sviluppo di reti su base locale e la nascita di una nuova imprenditoria”.

Sono nove le piccole e medie imprese – tutte appartenenti al metalmeccanico – che sono state coinvolte nel progetto. Fondamentale il ruolo svolto da Reindustria, quale aggregatore di aziende, e facilitatore nella creazione di una rete d’imprese. Diciassette, invece, i ragazzi partecipanti: una prima tranche da 10, ed una seconda da 7. Il progetto ha visto, inoltre, il contributo di Servimpresa, la quale ha curato la parte del tirocinio trasversale dei candidati selezionati.

Molta è la soddisfazione, sia da parte delle imprese sia da parte dei ragazzi. “Il progetto – anticipa Alessandra Ginelli, direttrice di Reindustria – si è concluso con successo”. Il 40% della prima tranche di candidati è stato assunto nell’azienda presso la quale ha svolto il tirocinio. Ciò su cui alcuni degli imprenditori coinvolti concordano è la positività dell’esperienza. Monica Denti – della TICI Srl -, Alberto Bellani – di Bellani F.lli – e Federico Bressani – della OMB – non hanno dubbi: i vantaggi ci sono, sia da parte dell’azienda, sia da parte dei ragazzi.

“Ricostruire attraverso i mestieri” è una delle 13 Botteghe attivate sul territorio lombardo; ha ricevuto il finanziamento all’interno del progetto AMVA di Italia Lavoro. “Queste Botteghe hanno abbracciato – spiega SilviaValoti, di Italia Lavoro – molti mestieri artigianali, che si stavano perdendo”. Dalla sartoria alla cucina, passando per l’automazione e la carpenteria, il progetto nostrano è stato caratterizzato dall’elevata innovatività tecnologica. “Formare i ragazzi nelle aziende – conclude Valoti – è un patrimonio del territorio”. E chissà che il progetto, in futuro, non rientri tra le azioni della Garanzia Giovani.

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