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Su Ask.fm, classifiche,
insulti ed offese tra gli
adolescenti cremaschi

“Secondo te Marco è bacchettabile?”. “Foto in costume?”. “Aski?”. A domanda, risposta. Ask.fm funziona così: è un social network basato sulle domande. Le interazioni avvengono col punto interrogativo: un approccio meno subdolo del “mi piace” di Facebook, e molto più diretto. Una formula meno pudica. Sarà anche per questo motivo che l’utenza principale ha, in media, meno di 18 anni.

Se Facebook giustifica lo spionaggio, Ask.fm induce all’interrogatorio. Si tratterebbe di un modo come un altro per fare conoscenza, se non fosse per il tenore delle domande. Già, perché scorrendo gli account – sui quali compare la risposta del titolare del profilo, ad una domanda che gli è stata posta – di innocenza se ne intravede ben poca. “Qual è la tua materia preferita”, nel profilo di Jessica (nome inventato), sembra ciò che in gergo tecnico viene chiamato off topic, all’interno di un macrocosmo di approcci più o meno espliciti. Non esiste filtro. Domande osé e disinteressate appaiono l’una in fianco all’altra. Non c’è mediazione. Nessun contenuto appare troppo spinto – almeno, a livello scritto; le foto personali rimangono relegate al riquadro da parte alle generalità. E anche nel caso lo fosse, nessun problema: gli interrogativi possono essere posti in forma anonima. Spetta poi al destinatario scegliere se rispondere – nel qual caso, domanda e risposta vengono poi pubblicate in sulla propria pagina – o declinare la richiesta. Ma Jessica, come molti altri, non sembra parsimoniosa di responsi.

Non è difficile intuire come i giovani cremaschi lo utilizzino. I profili più gettonati – almeno, ad una prima, sommaria indagine – appartengono a gruppi di persone. O a ragazzine considerate molto più che “bacchettabili” (neologismo che indica, stante l’assenza di un partner, la possibilità di corteggiamento). Le domande spesso concernono giudizi su persone terze. Non è infrequente imbattersi in liste di nomi e cognomi, in risposta a domande quali “Secondo te chi sono le ’99 più belle?”. Altrettanto facile è imbattersi in pesanti insulti incastonati in lunghi discorsi di disprezzo. Nella pagina “Insulti Crema” gli amministratori del profilo invitano – senza giri di parole – i visitatori a indirizzare insulti ad altre persone. E la domanda? Superata, dimenticata, mortificata. Insulti pubblici, che ogni utente (quindi anche il soggetto a cui sono indirizzati) può leggere, per di più. È il regno dello sputtanamento.

Alcuni famosi social network sono nati per fortificare i legami orizzontali con amici e conoscenti. Pian piano sono diventati un semplice metodo per espandere le proprie cerchie sociali. La struttura di Ask.fm non lascia spazio a dubbi: è un social network ideato per intessere nuove, fugaci relazioni. Tuttavia, l’utilizzo che ne fanno i giovani cremaschi assomiglia ad una sfilata virtuale, di persone presenti ed assenti, volenti e nolenti, a suffragio universale. Nemmeno il voto finale manca, sebbene il più delle volte si “limiti” ad un aggettivo.

La dimensione del fenomeno cremasco non è certamente paragonabile a quella del caso cremonese. Anzi: per molti versi, a Crema il rischio valanghe d’insulti è ancora basso. Non di meno, questo è internet. L’utilizzo che di Ask.fm fanno i giovani cremaschi ricalca da vicino il loro interesse, i loro modi d’essere. Le domande anonime sulla situazione sentimentale di Enrico, le classifiche delle ragazze della ID del Liceo, hanno solo cambiato sede: dal segreto del corridoio scolastico, e dei pomeriggi all’oratorio, ad internet: un contenitore vuoto sfruttato per superare le insicurezze personali. Ma come evitare che tutto ciò si trasformi nel pubblico ludibrio? Forse, si potrebbe chiedere su Ask.fm.

Zeta

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