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Abusi su 13enne, foto
intime della minore sul
cellulare dell’imputato

Spuntano altri particolari nell’ambito del processo a carico di un 52enne di Mozzanica, di professione meccanico e per vent’anni autista di scuolabus, sposato e con figli, accusato di violenza sessuale su una ragazzina di 13 anni, oggi maggiorenne, figlia di amici. A spiegarli, attraverso una nota, è l’avvocato Claudio Vincenzo Giuseppe Martinelli, legale di parte civile della presunta vittima che denunciò di aver subito abusi alla polizia tre anni e mezzo dopo i fatti di cui il carrozziere, che nega di essere un mostro, è chiamato a rispondere. L’avvocato parla di “elementi rilevantissimi” a sostegno dell’ accusa, e cita, “in particolare il fatto che sul telefono dell’imputato sono state ritrovate due fotografie intime della denunciante”. Due giorni fa gli avvocati della difesa hanno portato a testimoniare 12 persone, tra cui la moglie dell’imputato, la zia della ragazzina, amici e colleghi di lavoro dell’uomo, i quali hanno spiegato che il 52enne teneva aperta al pubblico l’officina il sabato mattina e il sabato pomeriggio. Per la difesa, circostanza che stride con quanto affermato dalla giovane, secondo cui gli abusi sarebbero avvenuti in parte il sabato pomeriggio soprattutto in officina.  Nella nota, l’avvocato di parte civile rivela che “alcuni dei testi chiamati dalla difesa dell’imputato sono risultati assolutamente estranei ai fatti (taluni in maniera francamente imbarazzante): per il resto è stato richiesto di fornire indicazioni in ordine agli orari di apertura dell’esercizio commerciale dell’imputato”. Quando scattò  l’indagine, la casa e l’officina del 52enne vennero sottoposti a perquisizione da parte dei poliziotti a caccia di riscontri, come un vibratore “descritto nei particolari dalla vittima fin dall’inizio delle indagini”. Gli inquirenti lo trovarono in casa custodito nell’armadio. Al processo, la moglie ha raccontato che quel vibratore lo usavano lei e il marito ogni 15 giorni. Ma, aggiunge l’avvocato di parte civile, “la signora ha ammesso di essere rimasta all’oscuro fino all’inizio del processo dei plurimi rapporti amorosi che l’imputato aveva instaurato negli anni con diverse donne”.
Tra i testi portati dalla difesa, anche l’ex fidanzato che oggi ha circa 20 anni e non 35 e che all’epoca dei fatti frequentava i primi anni delle superiori. “Durante la sua deposizione, l’ex moroso ha precisato di non aver mai discusso con la ragazza se fosse o meno stato ‘il primo’, e, sempre nell’esame ha ammesso dei particolari che con un po’ più di esperienza avrebbero dovuto minare tale sua supposizione”. Per quanto riguarda la testimonianza della zia della ragazza, nella nota il legale afferma che “la stessa aveva assunto un atteggiamento di diffidenza nei confronti della nipote fin dall’inizio della vicenda”. Il processo riprenderà  il 4 novembre  con le audizioni di altri testimoni della difesa.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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