Economia

Commercio in calo:
-2,1% sul 2013
Tazza: ‘cala la fiducia’

L’anno appena passato ha fatto registrare un ulteriore calo nelle vendite al dettaglio. L’ISTAT stima un crollo del 2,1%, sul 2012. Decremento generalizzato un po’ in tutti i settori: dall’alimentare ai farmaci, passando per le calzature. E nemmeno la grande distribuzione ne è immune.

“Purtroppo il commercio è in seria difficoltà”, esordisce il presidente di Asvicom Cremona, Berlino Tazza. Alta tassazione, scarsa liquidità e stretta bancaria sulla concessione di crediti; “La situazione – commenta il presidente – si ripropone in maniera similare un po’ ovunque, anche in provincia, dove stiamo assistendo ad un incessante turn over e ad un’estenuante chiusura di attività, soprattutto nei centri storici”.
Il settore dell’alimentare, in questa crisi diffusa, sembra averne risentito più di altri. “Il dato negativo – prosegue Berlino Tazza – vale per l’intero comparto, grande distribuzione compresa. A soffrire di più sono chiaramente i piccoli negozianti con il -2,9% ma anche i supermercati e gli ipermercati non hanno fatto grani numeri (-1,3% i primi e -1,9% gli altri). L’unico dato positivo riguarda i discount alimentari che hanno registrato +1,6%. Il crollo dei consumi nel comparto alimentare, purtroppo, è sintomatico. Il consumatore stringe la cinghia, e lo fa soprattutto risparmiando su beni primari”.
Altro settore che patisce non poco è quello degli elettrodomestici, per il quale si registra un calo del 3,1%. I motivi di questi decrementi generalizzati, secondo Tazza, sono da ascrivere ad un’altra crisi, diversa da quella economica: “La crisi che stiamo vivendo – nella sua seconda fase (la prima fase dal 2008 al 2010 viene considerata crisi finanziaria) – è stata più volte definita come crisi della fiducia, speranze venute a mancare da parte di imprese e famiglie che non vedono da tempo soluzioni alle loro difficoltà”.

In questi ultimi anni si è parlato molto di export. Molte imprese sono riuscite a trarne grandi benefici. Ma bisogna fare attenzione: “di sicuro – avverte Tazza -, l’export non rappresenta l’unica strada da percorrere per sopravvivere alla crisi. Molto dipende dal prodotto, dalle richieste, dagli andamenti dei mercati in cui è alta la domanda, dallo stato dell’impresa. Insomma sono molteplici i fattori che concorrono nel determinare se l’export rappresenta o meno un’opportunità. Purtroppo tante imprese italiane si trovano poco attrezzate per varcare i confini nazionali”. Come può venirne a capo, dunque, il sistema commerciale?  Creatività e voglia di mettersi in gioco sono essenziali, spiega il presidente Asvicom. E conclude: “come sempre qualità e servizi devono essere le parole d’ordine. Se tratto un prodotto di qualità e offro al cliente tutto ciò di cui ha necessità (sartoria gratuita, consegne a domicilio, eventi ad hoc, anticipazioni collezioni, sconti particolari), garantendogli la possibilità di fare un’esperienza di acquisto più che il classico shopping , sono già a metà dell’opera. E’ altrettanto fondamentale che il commercio stia al passo con i tempi. Diventano quindi indispensabili: sito internet, advertising tramite social network e magari la possibilità di avere un’ulteriore vetrina in rete (e-commerce)”.

 

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