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Tra i 60mila a Roma
anche i cremaschi
dell’Autonoma artigiani

Tra i sessantamila imprenditori riunitisi in Piazza del Popolo a Roma martedì scorso, nell’”onda blu” delle bandiere di Confartigianato Imprese, l’organizzazione numericamente più presente alla manifestazione indetta da Rete Imprese Italia “Senza Impresa non c’è Italia, riprendiamoci il futuro”, c’era anche una qualificata rappresentanza dell’Associazione Autonoma Artigiani Cremaschi.
Una ventina di imprenditori cremaschi, guidati dal presidente Pierpaolo Soffientini e dal segretario Giulio Baroni, hanno voluto far sentire la loro voce, insieme a quella di decine di migliaia di altri giunti da tutto il Paese, per chiedere al Governo e alla classe politica in generale un deciso e radicale cambio di passo a sostegno di chi rappresenta veramente l’ossatura portante dell’economica nazionale e che da tanti, troppi anni si sente dimenticata e costretta a vivere quotidianamente il dramma della solitudine di fronte alle tasse, alla burocrazia, al credito e a costi insostenibili che ne tarpano la competitività.
“Abbiamo apprezzato gli interventi chiari e decisi degli oratori – ha sottolineato Pierpaolo Soffientini – e in modo particolare quello del nostro presidente nazionale Giorgio Merletti che non le ha certo mandate a dire ai politici in genere e a chi, nei prossimi giorni, sarà chiamato a formare il nuovo Governo”.
“E’ innegabile, come è stato più volte sottolineato, che Il peso della crisi sia stato scaricato, maledettamente, su di noi; sugli artigiani, sui commercianti e sulle piccole imprese. Ma noi tutte con le nostre imprese lavoriamo in Italia, paghiamo le tasse in Italia e in Italia vogliamo restare, consapevoli dei nostri doveri ma certi di poter far valere anche diritti sacrosanti”.
“Per la prima volte i piccoli imprenditori sono scesi in piazza tutti insieme – ha concluso Soffientini – lanciando un segnale forte che non potrà essere ignorato. La misura è veramente colma, così’ come la drammaticità del momento ben si coglieva dal clima della piazza. L’essere andati in piazza non ha certamente significato per noi cercare scontri o lanciare anatèmi senza costrutto. Il nostro intento è stato quello di alzare il tono della protesta per far sentire e far passare le nostre proposte, che sono serie e che sono pragmaticamente finalizzate a migliorare la vita delle aziende, a far ripartire lo sviluppo del sistema Italia e a dare fiducia e speranza a noi e ai nostri figli”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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