Cronaca
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Made in Crema sbarca a San Remo
Pranzo nostrano al Festival della Canzone

Un leggero profumo caseario invade la stanza. Profumo di sapori cremaschi, ora odore delle occasioni proficue. Già, perché le prelibatezze presentate a Reindustria saranno le stesse servite a Sanremo al pranzo di settimana prossima in occasione del Festival della Canzone italiana. Un pranzo a base di specialità cremasche. “Andremo a rappresentare la nostra città al Festival”, ha commentato l’assessore al Commercio Morena Saltini.
La tappa sanremese non è che l’ultima tappa, della prima fase, del percorso Made in Crema. Avviata nel maggio 2013, la rete che riunisce i maggiori produttori di prodotti tipici cremaschi ora un logo e un’entità certa. L’obiettivo è “partire dalla gastronomia – ha dichiarato l’assessore Saltini – per poi ampliare la gamma dei prodotti tipici di Crema, legati non solo al settore specifico ma anche al settore turistico, e legare il tutto ai nostri siti più importanti”. E conclude: “l’Amministrazione ha fortemente voluto portare avanti questo progetto”, concretizzatosi anche grazie al prezioso contributo di Reindustria.
Le aziende partner del progetto “dimostrano che sì, c’è crisi, ma non si rimane fermi”, ha spiegato Alessandra Ginelli, direttore di Reindustria. “E questo – prosegue – è il segnale che c’è voglia di partecipare. Essere a Sanremo vorrà dire avere il transito importante di giornalisti e professionisti, che potranno dare una bella vetrina alle nostre eccellenze gastronomiche”. Eccellenze variegate, capaci di coprire l’intero pasto. Parteciperanno, infatti, le Leccornie di Pandino e le loro mostarde; i cotechini e salami di Roberto Migliorati, “lavori cremaschi, non cremonesi”, tiene a specificare il titolare; i formaggi di Lodigrana – come il Bella Lodi e la Raspadura –, quelli del caseificio Carioni – qual è il Salva – e le mozzarelle di bufala di Bufalo Boutique; i tortelli cremaschi del “Pane di Paolo e Ale”, piatto forte del pranzo; per concludere, il torrone cremasco di Bandirali, da non confondere con quello cremonese. Ma, fondamentale, è anche i lavoro di chi questi prodotti dovrà trasformarli in opere culinarie. E allora largo a Merio Negretti e Chicca Coroneo.
Un trampolino di lancio di tutto rispetto, per il marchio Made in Crema. Ma la vera sfida – di questo ne sono tutti consapevoli – arriverà con l’Expo 2015. L’occasione è ghiotta, e Crema non dovrà farsi trovare impreparata. Avere itinerari che sappiano mettere in risalto Crema, anche attraverso le specialità gastronomiche, potrà essere una grande occasione per rilanciare ciò che, fino ad oggi, non ha dato grandi segni di vita: il turismo.
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