2 Commenti

Dal Pd cremasco
condanna al M5S:
‘A Roma atti gravi’

All’indomani della conferma di Alessandro Boldi e Christian Di Feo – freschi remittenti del mandato, a cui gli elettori hanno rinnovato la fiducia – arrivano le parole di ferma condanna del Coordinamento Pd, relative agli ultime iniziative a 5 Stelle nazionali. “La volgarità e la violenza – scrivono nel comunicato – con cui i parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno attaccato le istituzioni e i loro più alti e degni rappresentanti, arrivando sino al punto di bloccare i lavori in commissione, costituisce un gravissimo precedente”.
Risse, urla, imprecazioni. E poi ancora porte sbarrate, occupazioni e controversie (non) risolte in grida ed insulti. Questo è il quadro delle ultime, convulse giornate alla Camera. Fatti che hanno sorpreso ed indignato molte persone, ma che non paiono solo un episodio isolato di delirio parlamentare. Inoltre, riflettori accesi sul 5 Stelle, che più di altri pare agitato ed intenzionato ad ostruire la vena dell’attività parlamentare. “Come coordinamento del Pd di Crema – scrivono – riteniamo importante ribadire l’importanza dei valori democratici, soprattutto in una fase di grave difficoltà come quella che ormai da diversi anni sta attraversando il nostro Paese. E’ profondamente pericoloso e sbagliato incanalare il disagio sociale nella via dell’antiparlamentarismo: non serve a nulla, e concorre a demolire le fondamenta della coscienza civile”. Continuano: “Dispiace vedere che alcune forze, invece di divenire partecipi di questo processo, si rendano protagoniste di atti dissennati al solo scopo di far ribollire una rabbia che sperano di tramutare in consenso. Il gioco del “tanto peggio, tanto meglio” non rientra nell’interesse del bene comune, ma in logiche elettorali irresponsabili e vergognose”.
Dal quartier generale del Pd si dicono certi che questi comportamenti non rispecchino parte dell’elettorato a 5 Stelle. E riguardo un “dibattito pubblico infestato da insulti e amenità”, concludono: “La condanna deve essere ferma e condivisa. I danni del discredito delle istituzioni, in Italia, sono tristemente e storicamente noti, ed è importante tenere alta la guardia”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Commenti
  • Jonny Baa

    “Era il 30 settembre 2009, al governo c’era Berlusconi e sullo scranno più alto di Montecitorio siedeva Gianfranco Fini. In aula si discuteva il decreto sul tanto discusso Scudo fiscale (che poi passò grazie all’assenza di 32 deputati, 24 del pd tra cui D’Alema, al momento della votazione della fiducia, ndr). Le opposizioni (allora Pd e Idv) alzarono le barricate, praticando un ostruzionismo selvaggio con l’intento di far decadere il decreto. Cosa che mandò su tutte le furie Fini. Nell’ultima capigruppo prima del voto l’ex presidente della Camera minacciò la ghigliottina. “E’ una precisa responsabilità del presidente della Camera dei deputati avere la deliberazione dell’Aula prima della decadenza del decreto”, disse in quell’occasione, auspicando “una intesa di metodo per un percorso di lavoro fino al voto finale, evitando il ricorso alla ghigliottina”. Apriti cielo. L’opposizione protestò duramente, chiedendo a Fini di non fare ulteriori forzature e di consentirle di esercitare i suoi diritti. “Sarebbe davvero imperdonabile se si applicasse la ghigliottina per la prima volta nella storia su di un provvedimento vergognoso del quale nessun italiano, neanche quelli che sostengono la maggioranza, ha bisogno”, affermò l’allora capogruppo Pd alla Camera, Antonello Soro, riferendosi alla minaccia di Fini. “Lo stesso presidente Fini – spiegò Soro -ha condiviso il termine anomalia oggettiva cui cui si definisce questo decreto per la sua natura e per il suo processo normativo. Per questo auspichiamo che il presidente Fini non applichi la ghigliottina, consentendo all’opposizione di avvalersi di tutte le sue prerogative”. Le stesse prerogative che oggi il Pd nega alle opposizioni.”

  • Jonny Baa

    Domanda :
    Togliere la parola all’opposizione….più di 8 milioni di italiani, applicando la ghigliottina per la prima volta nella storia e, prendere a ceffoni una donna è democratico ?