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Bagarre in Consiglio,
ma il Suap passa
all’unanimità

Consiglio comunale a fasi alterne, quello di ieri sera. Molta tensione sulle questioni di metodo, e poca bagarre sui contenuti. Unico ordine del giorno realmente dibattuto è stato l’ultimo, relativamente al mantenimento del Centro di Riabilitazione Equestre agli Stalloni. Ma andiamo con ordine.

Inizio senza intoppi, con la presentazione del nuovo inquilino di Sala degli Ostaggi: Camillo Sartori. Subentrato ad Anna Mostosi – la quale, a sua volta, succedeva di diritto al dimissionario Beppe Bettenzoli, rassegnando anch’essa le dimissioni anzitempo – ha tenuto a specificare: “Per me è un onore ed un onere”. Ma neanche il tempo di iniziare il round delle comunicazioni generali ed è subito battibecco tra Antonio Agazzi ed il presidente del Consiglio, Vincenzo Cappelli. Non è certo la prima occasione d’attrito, tra i due. Stavolta, tuttavia, finisce con una scomunica da parte di Agazzi – “Mi pento di averla votata come presidente”, dichiarato con piglio polemico – ed un comunicato stampa firmato da quest’ultimo e da Simone Beretta. Si legge nell’oggetto del comunicato: “Non è tollerabile una presidenza del Consiglio Comunale creativa, approssimativa ed autoritaria”. Stando al comunicato diramato in tempo reale, “il presidente del Consiglio Comunale Vincenzo Cappelli si assume la libertà di applicare interpretazioni del Regolamento del Consiglio Comunale contrarie alla prassi consolidata, al buon senso e, addirittura, ai pronunciamenti del segretario generale del Comune, rivelando una faziosità che non si addice a chi interpreta un ruolo di garanzia”.

Sempre nel tempo dedicato alle comunicazioni, emerge un’altra questione spinosa. Laura Zanibelli – neocapogruppo del Nuovo Centro Destra a Crema – oltre a rilevare l’aumento statistico dei furti, con una variazione sul tema della sicurezza cittadina, accusa l’assessore Paola Vailati di aver partecipato “ad una cena il cui scopo era quello di racimolare fondi per persone” macchiatesi di attentati terroristici. Ritiene inoltre inopportuno che “a Crema si possa sostenere, con una cena, chi fa terrorismo”. La questione verrà poi ripresa dall’esponente della Lega, Alberto Torazzi, il cui intervento, ricalcando il contenuto del precedente, susciterà le ire di Agazzi – il presidente Cappelli non aveva infatti concesso a quest’ultimo di intervenire, proprio perché il tema coincideva con quello del consigliere Zanibelli.

Chiusa la (ampia) parentesi delle comunicazioni, non rimangono che dieci minuti per affrontare una delle due interrogazioni inserite nel calendario dei lavori consiliari. Oggetto dell’interpellanza iscritta dal capogruppo di Servire il Cittadino è la fatiscenza e “vetustà” della Sala Alessandrini, per la quale si ravvisa la “ormai improcrastinabile necessità di un intervento di riqualificazione”. Sebbene anche l’assessore Fabio Bergamaschi stesso convenga sull’utilità dell’intervento, specifica che “ad oggi, le predilezioni dell’Amministrazione sono differenti”. Segue la prevedibile replica di Agazzi, il quale, ringraziando per il garbo della risposta, non concorda con l’ordine delle priorità dell’Amministrazione.

Arriva, finalmente, il momento dell’Ordine del Giorno. Approvata all’unanimità, la mozione unitaria sullo Sportello Unico per le Attività Produttive può ora iniziare il suo iter di materializzazione. Pochi gli interventi in merito, e per lo più per dichiararne la concordanza. “Abbiamo condiviso il senso di questa mozione”, commenta Mario Lottaroli, che poco dopo ammette: “ma i poteri degli enti locali non solo risolutivi”. A mettere una pezza a quel filo di scetticismo mascherato nella parole di Lottaroli ci pensa Gianluca Giossi (PD), il quale sprona la giunta a proseguire la direzione intrapresa. E Torazzi, fiutata la diffidenza dell’esponente di Rifondazione, si augura che l’appoggio della maggioranza a questo provvedimento sia “davvero sentita”. Più concreto, invece, Renato Ancorotti (FI), il quale dichiara: “credo possa essere l’inizio di una collaborazione su un tema importante”.

Approvazione, senza interventi né problemi, per i successivi punti iscritti all’Ordine del Giorno. Ovvero: Regolamento per le onoranze al Famedio presso il cimitero Maggiore di Crema, la definizione del perimetro di proprietà pubblica con le proprietà condominiali dei condomini civ. 2-4 di Via Solferino e, da ultimo, la convenzione per la concessione amministrativa all’ASD Crema Rugby Club della gestione “a budget” del centro sportivo comunale per il rugby di via Toffetti a Crema.

Ma è proprio sull’ultimo capitolo in discussione – relativo al mantenimento del CRE a Crema – che la macchina assembleare si blocca. Dopo un’ampia ricostruzione degli avvenimenti che hanno visto coinvolto il Cre, da qui al giungo scorso, quando la suddetta mozione è stata presentata, arriva la proposta di modifica. Intercedendo per la maggioranza, Livia Severgnini propone un emendamento per cui il sindaco Stefania Bonaldi, da “promotore di incontri con Enti e istituzioni private”, si faccia, invece, promotore per l’accreditamento del CRE – in virtù della riconosciuta valenza terapeutica – all’interno del sistema socio-sanitario lombardo. La seduta viene così sospesa per dar tempo alle parti politiche di trovare una sintesi. Solo dopo una ventina di minuti si arriverà all’accordo: l’emendamento, da sostitutivo quale si proponeva d’essere, diventa aggiuntivo. E la delibera viene approvata all’unanimità.

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