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Il Nuovo Centrodestra si presenta
“Priorità lavoro e famiglie,
non le scelte ideologiche”

AGGIORNAMENTO – Il Nuovo Centrodestra si presenta. E lo fa in una sala Pietro da Cemmo gremita di gente. Circa 200 le persone in sala: politici, amministratori ex Pdl, imprenditori, rappresentanti delle associazioni di categoria arrivati per ascoltare le proposte dei tre rappresentanti del neonato partito nelle istituzioni. Sugli scranni dei relatori, tre ben noti volti della politica locale: il consigliere regionale Carlo Malvezzi, il presidente della provincia di Cremona Massimiliano Salini e il consigliere comunale di Crema Laura Zanibelli, introdotti da Cristiano Guarneri. Più o meno mischiati tra la folla, presenti anche li ex sodali del consigliere Zanibelli: Simone Beretta e Renato Ancorotti – ora arruolati nelle fila di Forza Italia.
A rompere gli indugi, interviene Carlo Malvezzi, il quale spiega la genesi del partito. Il nome, a suo dire, già spiegherebbe il collocamento politico: “non stiamo con i centristi, non stiamo con i nuovi partitini, siamo un partito fondato sui valori tradizionali fondamentali”. “È nato in un momento difficile – ricorda Malvezzi – da un dibattito su come porsi rispetto ad un false delicata”. Una fase in cui bisognava decidere di porsi nei confronti del Presidente Berlusconi – come lui stesso lo chiama – e quindi delle larghe intese. E lancia qualche spunto in forza al programma: no alle liste bloccate e a quelle dei nominati, sì alla riforma dello Stato “onnivoro”.
A prendere la parola dopo il consigliere regionale, uno stoico Massimiliano Salini, il quale, nonostante l’influenza – qualcuno, prima della conferenza, ironizzava sul fato che l’avrebbero accompagnato in ambulanza – racimola uno scroscio di applausi quasi ininterrotto. E sul voto di preferenza, chiosa: “la corruzione non s’è fermata dal momento in cui si sono tolte le preferenze”. “La corruzione – continua – nasce quando la politica si occupa di economia”. Ma il dente avvelenato non tarda a lanciare l’affondo nell’epidermide politico dell’Amministrazione comunale: “Non possiamo essere innovativi sulle stupidate, ma dobbiamo esserlo sulle cose essenziali”. Secondo il presidente della Provincia, a Crema “si sposta l’attenzione con qualche provvedimento di facciata, come la modernizzazione etica ed il registro delle unioni civili”. Riguardo la cultura lancia, infine l’ultima invettiva, sostenendo sia insopportabile la dismissione del patrimonio pubblico per recuperare fondi sprecati con opere, a suo dire, superflue – il riferimento è chiaramente rivolto al progetto Inside/Out.
Arriva, alfine, il turno di Laura Zanibelli, consigliere comunale rimasta sola dopo la scissione del Pdl. Per tale motivo, dichiara la Zanibelli, “potrebbe sembrare quasi vana l’azione che si mette in campo”. Ma assicura non sarà così. E con lo sguardo fisso sul pubblico, quasi scrutando le figure che sinora l’hanno accompagnata, e hanno seduto accanto a lei in consiglio comunale, invoca l’”unione tra persone”. Riguardo alle prossime intenzioni politiche, spiega metterà in atto “azioni che spingano in ambito culturale, azioni per il lavoro e azioni per le famiglie”. Ma tutto questo, unito al lavoro svolto sinora, non potrà reggersi solo su un paio di gambe, chiarisce. “Sento ancora di più – conclude Laura Zanibelli – la responsabilità che sul territorio ho rispetto ad altri compagni”. Un lapsus, quest’ultimo, che lascia intendere lo stato d’emozione, alle volte quasi al limite dell’impaccio, che si celava, ieri sera, dietro all’apparente imperturbabilità del consigliere comunale.
Ad implementazione della conferenza, sui depliant si possono leggere i punti programmatici del Ncd. Liberare il lavoro, detassarlo per aumentare i salari, mettere l’accento su chi intraprende per aiutare i disoccupati, passare dal sistema previdenziale assistenziale a quello assicurativo. Questi sono solo alcuni punti del Jobs Act. Non troppo dissimile, in realtà, da quello degli altri partiti e movimenti di centrodestra.
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