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Metalmeccanico, la crisi parla
ancora cremasco: qui il 75%
dei licenziamenti nel settore

Sacrifici. Questa il termine chiave di questa crisi che da un lustro attanaglia anche il nostro territorio. Sacrifici per le aziende per mantenere stabilità e occupazione, sacrifici per i lavoratori costretti ad accettare retribuzioni sempre meno in grado di garantire un tenore di vita normale e sempre con la spada di Damocle della possibile perdita del lavoro sopra la testa. E tempi duri anche per il sindacato che ogni giorno si trova ad affrontare sfide per garantire lavoro e soddisfazione ai lavoratori con strumenti spesso inadeguate. Anche a fronte dei dati che mostrano in provincia di Cremona una situazione peggiore rispetto allo scorso anno. Infatti, come rende noto la Fim Cisl, per quanto riguarda il settore metalmeccanico, se nel 2012 196 aziende hanno ricorso agli ammortizzatori sociali, nel 2013 si parla di 236 nel settore metalmeccanico; 8 di queste hanno chiuso definitivamente e 203 sono le persone che hanno perso il posto di lavoro.
Se nel 2012 ci sono state 4 procedure di mobilità nel 2013 il numero passa a 11 ed i contratti di solidarietà passano da uno nel 2012 a 4 nel 2013.
Gli ammortizzatori sociali hanno coinvolto 4568 lavoratori, contro i 4176 del 2012. 56 sono le richieste di cassa integrazione ordinaria, 9 di cassa integrazione straordinaria e 171 le richieste di cassa in deroga. Nello specifico il Cremasco risulta essere ancora il territorio che soffre maggiormente la crisi. Sono state 109 le aziende che hanno chiesto utilizzo di ammortizzatori sociali delle quali cinque hanno chiuso. Due le aziende che hanno stipulato contratti di solidarietà e sette che hanno aperto le procedure di mobilità. Un totale di 1942 lavoratori coinvolti dalla crisi, dei quali 157 hanno perso il posto di lavoro. In aumento anche la cassa integrazione con 992 settimane richieste. Sono state oltre 350mila (354.009 per la precisione) le ore di cassa in deroga richieste.
Dati che fanno riflettere, dati che non lasciano scampo ad un continuo declino del settore soprattutto fra le aziende, quelle piccole, che rappresentano la percentuale più alta del tessuto metalmeccanico.
LA CRISI DIVISA PER TERRITORI
CREMONA
72 aziende hanno richiesto ammortizzatori sociali di cui 2 hanno chiuso
1 contratto di solidarietà
2 procedure di mobilità
1889 lavoratori coinvolti di cui 39 hanno perso il posto di lavoro
537 settimane di cassa integrazione richieste
114.415 ore di cassa integrazione in deroga richieste
CREMA
109 aziende hanno chiesto utilizzo di ammortizzatori sociali di cui 5 hanno chiuso
2 contratti di solidarietà
7 procedure di mobilità
1942 lavoratori coinvolti di cui 157 hanno perso il posto di lavoro
992 settimane di cassa integrazione richieste
354.009 ore di cassa in deroga richieste
CASTELLEONE
35 aziende hanno chiesto utilizzo di ammortizzatori sociali di cui 1 ha chiuso
1 contratto di solidarietà
1 mobilità
214 lavoratori coinvolti di cui 6 hanno perso il posto di lavoro
96 settimane di cassa integrazione richieste
117.190 ore di cassa in deroga richieste
CASALMAGGIORE
20 aziende hanno chiesto utilizzo di ammortizzatori sociali
1 procedura di mobilità
376 lavoratori coinvolti di cui 1 ha perso il posto di lavoro
330 settimane di cassa integrazione richiesta
58.970 ore di cassa in deroga richiesta
“E’ d’obbligo rabbrividire con questi dati che sono in continua evoluzione, poiché stanno ancora arrivando accordi di crisi, ma il 2014 deve essere l’anno non di come fare, ma solo ed esclusivamente del fare”, commenta Omar Cattaneo, segretario dalla Fim Cisl.
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