Economia
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Saldi, parte la corsa all’affare
Per i commercianti è caccia al cliente
dopo una stagione sotto le aspettative

Saldi ai nastri di partenza. Da oggi i cremaschi potranno dare la ‘caccia’ all’affare o acquistare quell’oggetto tanto desiderato, ma troppo costoso da prendere prima dei ribassi. Per i prossimi 60 giorni i negozi offriranno la merce di stagione ad un prezzo inferiore, anche a volte del 60-70%. Un periodo che potrebbe dare una boccata d’ossigeno ai commercianti soprattutto del centro storico della città, che hanno lamentato un calo consistente delle vendite anche durante il periodo natalizio. Un trend confermato anche dal flop di “Apriti Crema” che ha visto sì la partecipazione dei cittadini, anche se non in massa, ma non i cassetti pieni dei commercianti. Ultima speranza quindi per rilanciare una stagione che non ha dato, nonostante il Natale, i frutti desiderati.

Un calo di vendite che potrebbe ripercuotersi sull’occupazione, in un settore che “tutto sommato ha retto il botto della crisi”. Ad affermalo è Carla Spelta, segretaria della Filcams Cgil. “Ci sono stati dei licenziamenti, dovuti soprattutto alla chiusura di alcuni marchi, ma che però sono stati rimpiazzati con altri che hanno riassorbito di fatto, parte dei lavoratori. Non dico che non ci sia crisi, perché il calo delle vendite si sente, ci sono stati tagli, ma il settore è riuscito a tamponare con delle casse integrazioni, non a zero ore, oppure con contratti part-time che hanno evitato i licenziamenti”.

Ma oltre alla crisi, a dare un colpo al settore, secondo la sindacalista della Filcams, sono state le apertura domenicali e festive: “Una delle questioni che ha causato i problemi nel settore del commercio, soprattuto nei piccoli negozi, è stata l’apertura domenicale. All’inizio c’è stata la corsa a tenere sempre aperto, poi i commercianti si sono resi conti che i costi non erano sostenibili, e non potevano reggere il confronto con la grande distribuzione”.
La speranza, anche da parte del sindaco, è comunque quella che i saldi possano dare un rilancio al settore. “Certo l’abbigliamento soffre perché la gente prima di acquistare un abito o un paio di scarpe ora ci pensa due volte, e se deve scegliere si orienta verso quelle catene che non hanno prezzi eccessivi. A non soffrire sono, invece, quei negozi che vendono abbigliamento, calzature, accessori di lusso. Anche a Crema come nel resto d’Italia il lusso non soffre”.
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