Cronaca
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Vescovo: “Sentiamo estremo
bisogno di gesti
di solidarietà”

Come ogni anno il tradizionale messaggio di Natale del vescovo monsignor Oscar Cantoni ai fedeli della Diocesi di Crema. Un augurio perché “sia il nostro Natale una occasione di vera fraternità, un tempo per riannodare relazioni interrotte con tante persone e magari anche con Dio”. Ritrovare la solidarietà e stare vicini alle tante persone ferite, non solo dalla crisi. Questo l’augurio del vescovo Cantoni.

Vorrei che tutti potessero andare incontro al Natale del Signore per trarne motivi di consolazione e di speranza. Anche se la società in cui viviamo cerca di oscurare il Natale, trasformandolo in una pura occasione di vacanza, lo riduce a una festa qualunque, o lo utilizza per fini puramente economici, annullando così’ il suo significato religioso, l’annuncio del Natale del Signore non perde mai la sua efficacia, perché i doni di Dio raggiungono direttamente il cuore, anche il più arido, la’ dove ogni uomo non può’ scappare, perché richiamato ai sentimenti più’ veri e autentici, senza dei quali non si può vivere, ma solo, al massimo, vivacchiare!
Il Natale testimonia l’umile ingresso di Dio nella storia dell’uomo. Egli viene silenziosamente, attraverso il suo figlio Gesù, senza clamori appariscenti. Si potrebbe affermare che Dio ha “paura di far paura”, quindi, con molta discrezione, non cessa di cercarci e attende… Come in punta di piedi, entra nella nostra storia, mediante il suo Figlio Gesù, a tal punto che solo i semplici avvertono la sua venuta e ne gioiscono. Non per nulla, il vangelo di Luca ci racconta che solo degli umili pastori hanno potuto riconoscere, dall’annuncio degli angeli, il segno di Dio che si è fatto piccolo, “avvolto in fasce” (Lc 2, 12). Senza la semplicità’ rinunciamo al gusto del vivere, al bello della vita, a ciò’ che di più’ genuino ci è’ offerto per un’ esistenza dignitosa e lieta.
C’è’ di più’: l’uomo, in tutte le latitudini, e’ fatto per gustare il bene e gioirne: il Figlio di Dio si offre alla libertà’ dell’uomo perché l’uomo “abbia la vita piena” (Gv 17,13), ritorni ad essere “umano”. A volte, la società, che ha felicemente conquistato con la scienza e la tecnica il dominio del mondo, registra momenti e gesti disumani, di vera efferatezza, tale da provare vergogna ad essere uomini. Chi più’ di Cristo, l’uomo perfetto, può’ additarci la vera umanità e insegnarci a conseguirla? L’uomo pienamente uomo non è il super dotato, che si distingue per le sue avventure straordinarie. Dio non ci vuole degli eroi, ma semplicemente persone che nella semplicità’ della vita ordinaria, utilizzano la loro umanità’ come uno strumento per amare i fratelli. La pienezza della nostra umanità consiste, infatti, nella capacità di amare. Il Signore Gesù ci ama affinchè noi possiamo diventare persone che a nostra volta amano insieme con Lui e così possa esservi pace sulla terra. Amare con cuore libero, amare con cuore grande, amare…fino i nostri nemici. E’ questa una possibilità unica che solo Dio può insegnarci a conseguire, quel “di più'” che caratterizza la novità’ che Cristo Signore ci ha portato. Sia il nostro Natale una occasione di vera fraternità, un tempo per riannodare relazioni interrotte con tante persone e magari anche con Dio. Sentiamo tutti un estremo bisogno di gesti di solidarietà, di vicinanza discreta a tante persone ferite, colpite dalla crisi: essa non è solo economica, ma anche e soprattutto spirituale. Dall’una e dall’altra si può e si deve uscire perché fa parte della natura umana riscoprire segni di speranza, quelli che Dio continuamente ci dona, senza mai lasciarsi abbattere. Lasciamoci sorprendere dal calore contagioso dell’amore, da Dio che ci è venuto incontro con il dono del suo Figlio!

+ Oscar Cantoni, vescovo di Crema

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