Cronaca
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Pranzo di Santo Stefano
e colazioni alle famiglie
Alla Caritas il Natale è
solidarietà e condivisione

Non solo regali e lauti pranzi. Non solo una festa che sta perdendo parte del suo significato. A Crema il Natale è ancora condivisione, è ancora aiuto agli altri che, causa anche la crisi che non allenta la sua morsa, sarebbero costretti a trascorrere le feste senza nulla, senza regali per i più piccoli, senza colazione, senza un pranzo, e qualcuno, anche, senza un tetto sopra la testa.
Ma per fortuna c’è ancora chi si spende anche per gli altri. Lo ha sottolineato anche il vescovo Monsignor Oscar Cantoni durante l’incontro con i rappresentanti del terzo settore: “il grande spirito del volontariato locale, fatto di servizio e sussidiarietà, pur nei giorni della crisi” Monsignor Cantoni ha sottolineato !l’importanza delle azioni che si stanno svolgendo sul territorio, ricordando ad esempio l’apertura pochi giorni or sono del rifugio di San Martino, e ha sottolineato che anche a livello giovanile ha constato un sussulto di pensosità e presenza”.

Un vero e proprio sussulto, come spiega Claudio Dagheti responsabile Caritas a Crema.
“Il dormitorio San Martino, per fortuna direi, non è tutto pieno. Ci sono fisse otto o nove persone, ma ci sono anche altri che dormono ancora fuori, perché ancora non se la sentono di fare questo passo. Ma, – sottolinea – significativo è il numero di volontari che si è avvicinato al rifugio: oltre 30 i giovani e non solo che si sono impegnati a dare il loro aiuto una notte a settimana. Questo è un gran segnale”.

Un segnale che si aggiunge a tanti altri, che dimostrano come il territorio sia ancora solidale con chi non riesce più ad arrivare a fine mese. Dai giochi, tantissimi, raccolti e distribuiti dalla Caritas nei periodi di festa, al latte, tanto, donato dagli studenti del CrForma, per la Caritas, che da qualche tempo, in alcune parrocchie prepara la colazione per qui bambini e ragazzi che altrimenti non avrebbero anche il pasto, da sempre definito, il più importante della giornata. Un progetto della scuola a cui gli studenti hanno aderito in massa: oltre 500 i litri raccolti e ritirati dalla Caritas.

Momenti di solidarietà, di dono e di condivisione con gli altri, che si rinnovano anche in questo Natale con il tradizionale pranzo di Santo Stefano alla casa della Carità. “Non vuole – spiega Dagheti, – essere un pranzo dei poveri, ma un pranzo aperto a tutti, ai volontari, alle parrocchie, a chi vuole stare insieme e passare un momento diverso. Una giornata in cui si mangia insieme e si trascorre il pomeriggio animato insieme”. Oltre cento le persone che ogni anno prendono parte alla giornata di Santo Stefano alla Caritas, e quest’anno non sarà certo da meno. Nessuno serve, nessuno è ospite: ognuno porta quello che può, aiuta e condivide la sua giornata con gli altri.

Un modo in più perché il Natale cremasco sia “una occasione di vera fraternità, un tempo per riannodare relazioni interrotte con tante persone e magari anche con Dio. Sentiamo tutti un estremo bisogno di gesti di solidarietà, di vicinanza discreta a tante persone ferite, colpite dalla crisi: essa non è solo economica, ma anche e soprattutto spirituale”. Questa la speranza anche del vescovo Monsignor Oscar Cantoni.
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