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I medici abbandonano
i quartieri, il comune
chiama gli infermieri

Quartieri senza medici, il comune attiva gli ambulatori infermieristici. Quello successo a Santo Stefano non è un caso isolato: il quartiere era rimasto senza medico di base per oltre un anno, finché dopo i rifiuti a raffica dei professionisti della città di aprire un ambulatorio nel quartiere, il comune aveva optato per il servizio infermieristico. Ora la stessa sorte è toccata ad altri quartieri come San Bernardino, Santa Maria e Ombriano: i medici di base abbandonano il campo per trasferirsi in centro città (come ad esempio in piazza Marconi dove esiste uno studio che raggruppa più dottori) con conseguente disagio per i residenti, soprattutto anziani.
Un problema segnalato a più riprese alla giunta che ha così deciso di intervenire proponendo lo stesso progetto di Santo Stefano, gestito dal Consorzio Arcobaleno anche in altri quartieri. “Il progetto – spiega il sindaco Stefania Bonaldi – denominato P.o.r.t.a, consiste nell’apertura di uno sportello socio sanitario a beneficio degli anziani, con presenza di assistente sociale, assistente sanitaria, infermiera e medico, non di base, è un medico volontario per consultazioni, non fa ricette, ma ci si può rivolgere per un consiglio. Questo – sottolinea il primo cittadino – serve ad ovviare al problema riportato in diversi quartieri dell’abbandono dei medici di medicina generale dalle periferie per concentrarsi in centro storico. Inutilmente abbiamo segnalato all’Asl il fenomeno, rimarcato in diversi quartieri: l’Asl ci ha rappresentato l’impossibilità di invertire il corso e allora ci siamo attivati con questa soluzione, che ha trovato il consenso nel quartiere di Santo Stefano, insieme al Consorzio Arcobaleno. Ora – conclude il sindaco – ci stiamo attivando per avviare analoga esperienza a San Bernardino, Santa Maria e Ombriano, sempre con il Consorzio Arcobaleno, per proporre i medesimi servizi anche là”.
Come a Santo Stefano il comune cercherà di garantire, anche in accordo con le parrocchie, la presenza dell’infermiera, di un’assistente sanitaria e di un’assistente sociale.
Il tutto per garantire almeno un servizi infermieristico: iniezioni, medicazioni, prelievi; uno spazio ascolto per gli anziani soprattutto che soffrono di diabete, ipertensione e patologie neorodegenerative; la consulenza medica rivolta anche alle persone senza fissa dimora così come incontri informativi e un progetto, già attivo a Santo Stefano denominato “Quattro passi in salute”. In pratica si tratta di un progetto che prevede la la rilevazione di alcuni parametri di rischio cardiocerebrovascolare e l’attivazione di un gruppo di cammino per due ore settimanali. I parametri saranno rimonitorati tra cinque mesi e un anno per vedere eventuali miglioramenti.
Quindi via ai nuovi ambulatori: il primo ad aprire sarà quello di San Bernardino in via Vittorio Veneto.
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  • Dire che santo stefano non piaceva hai medici e’ molto,molto limitativo. Diciamo la verita’. La verita’ e’ che dopo il pensionamento del Dott. Mantica, e l’abbandono dello studio da parte del dott. Campi, chi si e’ ritrovato a gestire l’ambulatorio non riusciva con il numero di mutuanti a sopperire alle spese di affitto ed ai costi di gestione.

  • teo

    E bravi, alla fine ai cittadini basta anche poco per sentirsi considerati.