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“Made in Crema”, nasce il marchio
per le eccellenze alimentari
e la promozione turistica

“Made in Crema”. Il titolo richiama alla mente l’iniziativa promossa dall’università di Crema settimana scorsa. E, invece, si tratta di qualcosa di leggermente diverso. “È un marchio ombrello – si legge nel depliant di presentazione –, che vuole rappresentare il network di imprese coinvolte e che valorizzerà in modo coordinato prodotti e servizi”. “Un progetto – come spiega in conferenza stampa l’assessore Morena Saltini – a cui si sta lavorando dal maggio scorso”. Un marchio in gestazione da tempo, si diceva, che vuol essere anche di più. Infatti, stando alle parole di Alessandra Ginelli, direttore di Reindustria, si può addirittura parlare di “una filosofia”.
Il fine di Made in Crema è costruire un progetto di marketing di attività turistica e gastronomica da abbinare a quella culturale e paesaggistica. L’intento è quello di intercettare una filiera di imprese rappresentative dei prodotti tipici del territorio. Una rete di aziende capaci di dar vita ad un indotto locale che possa espandersi aumentando la propria appetibilità. In questo modo, in vista dell’Expo 2015, si potranno trovare strategie comuni di valorizzazione del territorio a 360 gradi.
Quanto fatto sinora non è che il primo passo verso quello che è l’obiettivo primario, ovvero il rafforzamento degli itinerari per Expo 2015. Per far ciò, il gruppo di lavoro sta seguendo un percorso preciso. Il punto di partenza è stato l’individuare i prodotti tipici del cremasco. Tra questi si ritrovano il Salva cremasco, i Tortelli cremaschi, la Spongarda e la Bertolina. Secondo step: individuazione delle imprese che di questi prodotti hanno fatto il loro marchio di fabbrica. Nel novero delle realtà imprenditoriali si ritrovano, tra le altre, la Tavole Cremasche, il Caseificio Carioni, la Congrega della Spongarda e alcuni tra i ristoranti più rinomati del territorio cremasco.
Il passo successivo consiste nella realizzazione del marchio. Per far ciò, Reindustria, a cui è stato demandato il compito di far da collante tra tute le realtà coinvolte, s’è affidata al Liceo artistico Bruno Munari di Crema. “Stiamo già lavorando al logo”, rassicura il professor Federico Pagliarini, docente del Munari. Ed è proprio quest’ultimo a spiegare che saranno solo alcune classi degli indirizzi grafico e multimediale gli addetti all’individuazione grafica del logo. D’altro canto, fa notare Giuseppe Cappellini – presidente di Reindustria –, chi meglio dei giovani cremaschi per creare un’icona che sappia attirare anche le realtà internazionali più giovani in visita a Expo 2015?
A dare il senso di soddisfazione per come il progetto si sta sviluppando interviene Antonio Zaninelli, presidente Ascom Crema. “C’è grande entusiasmo”, spiega Zaninelli. “In questo percorso dobbiamo crederci tutti”, specifica; “dobbiamo metterci tutti assieme, avere un obiettivo comune, insieme a Reindustria, e la stampa deve appoggiare queste iniziative”, perché, spiega più avanti, “bisogna credere a progetti e non fermarsi ai primi ostacoli”.
“È un’iniziativa che Crema si aspettava”, aggiunge il presidente Cappellini. Un’iniziativa a cui partecipano di buon grado personalità di spicco della gastronomia nostrana; cremasca e non solo. “Non potevamo – spiega Antonio Bonetti, presidente delle Tavole Cremasche – non cogliere quest’opportunità”. Opportunità, anzitutto, di attirare clienti nel territorio, e, in secondo luogo, di diffondere la cultura culinaria cremasca. “Ma – avverte Stefano Fagioli, big della cucina italiana e cremasco di spicco – Made in Crema non dovrà essere solo produzione delle eccellenze del territorio”. E continua: “bisogna fare rete per fare emergere il territorio”. Il progetto darà vita ad un marchio che rappresenterà diversi settori della realtà cremasca – dalla gastronomia alla meccanica, passando per l’informatica. Realtà cremasche unite in un solo simbolo per perseguire il medesimo obiettivo: svelare l’enorme potenziale storico, architettonico e culturale che questi territori possiedono.
Se, ad oggi, Crema ed il cremasco non sono ancora territori di vacanza vera e propria, la sfida sarà quella di renderla appetibile per quelle gite di pochi giorni in cui il turista possa scoprire territori densi di storia e tradizioni. E Crema, nella fattispecie, ha tutti i mezzi per poterlo diventare.

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