Cronaca
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Furti a raffica a Ombriano e
Sabbioni, cittadini organizzano
rete di controllo e solidarietà

Da inizio novembre, nel solo quartiere dei Sabbioni, si contano almeno una decina di tentati furti. Oggetto delle malefatte son state per lo più case, quasi tutte in zone non centrali. Unico dato positivo è un 50% di furto sventato. Il sonno leggero dell’inquilino, l’inquietudine del cane; tutti fattori che, insieme ad altri, hanno contribuito a mettere in fuga i ladri prima che potessero compiere razzie. D’altro canto, l’altra metà dei furti è andata a buon fine. Computer, soldi, preziosi. Questi i principali bottini dei saccheggi avvenuti ai Sabbioni.

La dinamica del furto, stando ai racconti, differisce di volta in volta. Pare che solo in alcuni casi i malviventi abbiano utilizzato gas soporiferi. Anche per quanto concerne lo scasso le modalità sembrano differenti. Salvo alcuni casi – minoritari –, in cui i malviventi si sono addentrati nelle abitazioni servendosi di particolari attrezzi, le serrature parrebbero essere state manomesse, alcune addirittura forzate.

Non troppo dissimili i furti avvenuti in via Manenti, a Ombriano. Il quartiere, definito, in maniera del tutto infelice dall’ex sindaco Bruno Bruttomesso, “ghetto di Crema”, è stato oggetto di quattro furti. Tutti e quattro hanno subito lo stesso trattamento: gas soporifero e distinzione tra preziosi di valore e bigiotteria. Addirittura, si registra un caso in cui i predoni siano riusciti a rubare una macchina, dopo averne trovato le chiavi in casa.
Questo, almeno, è quanto raccontato dai ben informati dei quartieri. Le Forze dell’ordine, per ora, non hanno fornito alcun dettaglio o statistica.

La sensazione di abbandono che serpeggia in questi due quartieri è palpabile. La percezione dell’aumento di furti non è confermata dagli uffici della Polizia, che, per ora, non rilasciano dati su quanto accaduto da inizio novembre ad oggi. Anzi. Dal commissariato arrivano rassicurazioni. La percezione del crimine, dicono, è influenzata dall’attività della stampa locale: più articoli vengono scritti, più i cittadini si preoccupano. Risulta più facile pensare che sia il forte senso di comunità di questi due quartieri, ad agire da megafono dei fatti cittadini. A dimostrazione del fatto, ai Sabbioni s’è creata una rete informale d’informazione.
I cittadini hanno deciso di organizzarsi e di formare un sorta di “comitato di solidarietà”, per rimanere informati e cercare di evitare le tante intrusioni dell’ultimo periodo. Si sono messi d’accordo per rimanere aggiornati telefonicamente su ciò che accade nei propri isolati. Non importa cosa accada né a che ora accada. Questa gruppo di persone ha trovato la una soluzione per gestire ciò che loro sentono come un’escalation criminosa.

“In vent’anni non ho mai installato le inferiate, ma ora ci sto ripensando”, racconta un cittadino. La soluzione individuata, si diceva, prevede di mantenersi in contatto telefonico, non appena si abbia notizia di qualche furto o tentata intrusione. Un modo per darsi sostegno l’un l’altro, e per non sentirsi soli di fronte al pericolo percepito. E al fatto che per la mancanza di organico, le forze dell’ordine non possono essere sempre presenti. Ma poco importa. Dove non arriva la vigilanza, arriva il cittadino.

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