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Campus Racchetti, la giunta scioglie
la convenzione con la Provincia
Il documento ora in consiglio

Affaire Campus di San Bartolomeo, la giunta dà avvio allo scioglimento della convenzione con la Provincia di Cremona, per la cessione delle aree di via Libero Comune per la realizzazione del polo scolastico del Racchetti.
Dopo il battibecco della scorsa settimana a mezzo stampa, tra il sindaco Stefania Bonaldi e il presidente della Provincia di Cremona, Massimiliano Salini, in merito alla questione del recupero della scuola della Fondazione Charis al posto della realizzazione del campus di San Bartolomeo, ecco pronta la delibera di giunta da rinviare al consiglio comunale per la risoluzione della convezione tra comune e Provincia per la realizzazione dell’opera in via Libero Comune.
La scorsa settimana, infatti, in occasione della visita dell’assessore regionale Valentina Aprea, il Comitato creatosi per il riutilizzo della scuola nella ex Valcarenga, aveva colto l’occasione per consegnare la quasi 3mila firme di cittadini orientate a chiedere questa soluzione per evitare che la ex scuola diventi un ecomostro. Era stata proprio quella l’occasione in cui il presidente Salini aveva accusato la giunta Bonaldi dello stallo della vicenda, ricordando per l’appunto che il comune di Crema, nonostante avesse chiesto a più riprese il recupero della ex scuola di Cl non avesse ancora formalmente proceduto a sciogliere la convenzione in essere.
Ed ecco, che a meno di una settimana, l’atto di indirizzo da parte della giunta è arrivato. Un atto che dovrà comunque essere sottoposto al voto del consiglio comunale, e all’attenzione del liquidatore della Fondazione Charis, che sta valutando, insieme ai creditori la fattibilità della proposta di concludere la scuola da parte dei creditori stessi e poi cederla alla Provincia
Un passo in avanti nella vicenda che da qualche mese sta tenendo banco e che per ora non ha ancora visto una soluzione. Nel prossimo consiglio comunale il voto della delibera
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Commenti
  • Giulio

    La Provincia del 23 settembre – articolo firmato dal prof. Dario Dolci.
    Alessandro Bani, liquidatore milanese della Fondazione Charis, ha incontrato l’architetto Massimiliano Aschedamini, progettista della scuola […] ha spiegato: “Ci è stato detto che le proprietà verranno messe in vendita. Bani, che ha assunto l’incarico alla fine dello scorso mese di luglio, sta ancora visionando tutta la documentazione e gli incartamenti riguardanti non soltanto il cantiere di quello che sarebbe dovuto essere il Campus scolastico, ma tutte le proprietà della Fondazione Charis, composta da terreni e soprattutto immobili, che si trovano nel Cremasco, nel Lodigiano e nel Milanese.”

    Ha tutta l’aria di essere un salvataggio di Stato a favore del privato quello che Comune e Provincia vorrebbero portare a termine. In fondo i creditori non sono già garantiti dai vari terreni ed immobili sparsi qua e là?
    Perchè si vuole modificare un progetto già in corso (quello della Provincia a San Bartolomeo e per cui il Comune aveva già sottoscritto una convenzione)? Un nuovo caso Robbiani (ex ospedale di Soresina)?

  • Giulio

    Se non ho mal inteso quanto scrive, significa che mentre sul campo di battaglia del giornale ‘La Provincia’ a cavallo tra 2000 e 2001, si affrontavano Comune e compagnia bella sulla questione parcheggio/scuola di Via Capergnanica, su altro terreno, lontano dalle conferenze stampa e dalle opposte “legioni” che per le strade e per i bar si fronteggiavano in diatribe ideologiche, lo stesso Comune tramutava piombo in oro; cosi che, dove prima non si poteva costruire, di lì a poco si sarebbe potuto fare. Detto e fatto. Oggi è lì da vedere, se lo si vuole vedere. Secondo lei Lollo, il committente delle palazzine non porta alla compagnia bella ma a quella privata. Un generale con due bandiere diverse, due diversi interessi; vada per il generale. Ma una amministrazione comunale con due elmetti, uno pubblico e uno… non mi viene! questa è proprio una sorpresa.
    Si potrebbe obiettare – e magari chi scrive per professione lo pensa – che si tratta di preistoria, che lo scopino è già stato passato. Ma le curiosità si esauriscono nell’ammirazione dell’angolo liberty?

    • Giulio

      2 cantieri, due “pasticcini”.
      Curioso che in entrambi sia intervenuto e intervenga il Comune di Crema; chissà se i nostri amministratori, gli zelanti paladini della scuola pubblica che fan firmare le petizioni, le penne nostrane, politici di sopra e di sotto, di destra e sinistra, di quel che è da poco nato e che ancora non c’è, si sono accorti che l’impresa di costruzioni è la medesima.

  • Lollo

    L’architetto deve farsi saldare ,al netto degli acconti ancora € 600.000,00 oltre cassa e iva, ma per caso alle ultime elezioni non appoggiava in quanto candidato la Sindaca? Ed ancora chi era il progettista dei condomini realizzati in via Capergnanica da societa’ legata a Cogorno, dove doveva realizzarsi la scuola. Sempre lui, va dove tita il vento, prima con i socialisti di Noci, poi era ciellina ora sinistra radical scich,

  • Finalmente si gioca a carte scoperte, basta parole al vento buone solo ad alimentare le “fole” di tutta la miriade di gruppuscoli della sinistra coalizzati contro il “mostro” Charis.
    Adesso si va a vedere chi ha in mano gli assi e chi il due di picche!!!

    • Giulio

      Vuoi vedere che la partita è condotta dal debitore che è seduto al tavolo come creditore?

  • Lollo

    Il Sindaco e’ caduto nella rete! A giugno si vota, era ora…..

    • Giulio

      Vuoi vedere che andrà a fare il dirigente in qualche struttura ASL oppure a Finalpia?

  • Giulio

    Sig.ra Sindaco, giornalisti, consiglio comunale,
    ci volete dire da chi è composta la cordata di creditori che, non prima di avere impegnato la Provincia con un affitto ventennale a 550.000 euro/anno, porterebbe a termine i lavori?
    Chi sono questi creditori? Perchè tanto silenzio sui loro nomi?

    Curioso che una mozione datata 10 luglio 2013 prot. 15418 del Comune di Crema riporti questo:
    “Il Comune di Crema si impegna al controllo dello stato di avanzamento dei lavori dell’opera in oggetto, anche attraverso l’acquisizione del materiale tecnico, oltre che quello contabile.
    In data 25.07.2011 […] riconosce in 9.669.455,65 l’importo complessivo della spesa sinora sostenuta per la realizzazione dei lavori, come desumibile dalla documentazione prodotta da Charis”
    A quella data i lavori erano già fermi.

    Bene, da più parti si è letto – persino su una recente Relazione redatta dalla Provincia di Cremona – che “Fino al periodo della sospensione dei lavori, risulterebbero maturati stati di avanzamento per un importo di 15-16 milioni di euro circa (oltre IVA e spese tecniche)”.
    Oh! Oltre il 50 % in più rispetto alla documentazione cui si riferisce la mozione; e questo a lavori fermi.

    Sempre sulla mozione sopra menzionata si dice che “in data 28.03.2008 il Comune di Crema approva il protocollo di intesa con Charis e regione Lombardia con un costo scuola di 14,5 milioni…”
    Quì ne sono stati dichiarati 16 di milioni e pare ne manchino 7 per finire…
    Anche qui oltre il 50% in più rispetto al preventivato.
    Sicuri che non si stiano gonfiando ancora una volta le cifre?
    La caccia privata alla rendita pubblica è aperta: occhio ai bracconieri.

    • Giulio

      Aggiungo ancora dei numeri…
      sempre sulla relazione della Provincia si legge:
      “La ditta dei serramenti (Gruppo Tosoni)ha un ordine di lavoro di circa 10 milioni di euro, di cui il 25% già in opera,
      ed ha già in stabilimento una parte dei prodotti finiti (le vetrate della hall per un valore di circa 3
      milioni di euro) e la maggior parte dei materiali”
      Deve quindi mettere ancora in arte qualcosa come 7,5 milioni di euro di serramenti (!) Come fa la cordata new-co a finire il cantiere con 7 milioni?
      Ma quanto sono volatili questi conti, perché?