Cronaca
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Scuola Charis, botta e risposta
Bonaldi-Salini, ma ancora
nessuna decisione

Piccata, non si è fatta attendere la risposta del sindaco Stefania Bonaldi al presidente delle Provincia di Cremona, Massimiliano Salini che di fronte alle 2500 firme di persone che chiedono il completamento della scuola Charis anziché la realizzazione di un campus ex novo in via Libero Comune, aveva attribuito al comune le responsabilità dello stallo della vicenda. “I fatti – esordisce il primo cittadino di Crema – smentiscono in maniera clamorosa le sue affermazioni.
Come il presidente ben sa, a fronte di una sua richiesta, l’amministrazione comunale di Crema ha già manifestato in via formale di ritenere opportuno che la Provincia, prima di dare il via al progetto di realizzazione del Polo Scolastico nel quartiere di San Bartolomeo, attenda le verifiche in corso rispetto al possibile rilevamento di una porzione di 9.000 metri quadrati presso il cantiere della Valcarenga, a seguito della messa in liquidazione della Fondazione Charis”. Il sindaco ribadisce il percorso in atto con il liquidatore Alessandro Bani e con le aziende creditrici della Fondazione Charis. Quest’ultime disposte a completare l’opera ed ad affidarla alla Provincia.
“Quanto all’ipotesi che il comune di Crema sia disponibile a tornare in possesso dell’area di San Bartolomeo, con interruzione da parte della Provincia della corresponsione del pagamento, di 1.000.000 di euro (rateizzato in 20 anni), il comune di Crema ha già risposto alla Provincia in senso affermativo e gli atti deliberativi conseguenti sono già in via di predisposizione e visto che questo sembra essere l’unico interesse di Salini –anziché una soluzione positiva della questione nell’interesse dei cittadini- verranno al più presto sottoposti ai competenti organi deliberativi. Più complessa la questione riguardo ai lavori che in questi anni la Provincia ha realizzato presso l’Istituto Magistrale, lavori stimati in 800mila euro per i quali la Provincia chiederebbe al Comune il rimborso; si tratta peraltro di lavori su un immobile del Comune di Crema, ma di cui in tutti questi anni ha beneficiato la Provincia, comodataria dell’immobile che accoglie studenti di scuole superiori (per i quali è la Provincia che deve reperire le sedi scolastiche). Ciò non di meno il Comune si è dichiarato disponibile a considerare soluzioni che tutelino gli interessi di entrambi gli enti coinvolti”, specifica il sindaco.
“Nonostante il nervosismo e la caduta di stile del Presidente, sulla vicenda specifica continueremo a mantenere un atteggiamento costruttivo e collaborativo, considerato che sono in gioco importanti interessi collettivi e che alla fine gli Enti pubblici devono puntare al “bene comune” non a polemizzare sulle ceneri di un azzardo di privati che ora grava sulla collettività e rischia di rovinare le imprese che avevano intrapreso i lavori, coinvolgendo i lavoratori da esse dipendenti”, conclude Stefania Bonaldi.
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