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Contributi ‘non volontari’
e scuole fatiscenti,
studenti in piazza

Sul banco della conferenza campeggia una bandiera rossa, con l’effige nera di una mano. La mano impugna una matita che si conclude in una chiave inglese. Sotto lo stemma, il nome della lista dei rappresentanti del Pacioli: “Sempre in lotta – Coordinamento studentesco”. Seduti al tavolo, dietro lo stendardo, due esponenti del Comitato in difesa della Scuola Pubblica: Alessio Maganuco ed Enrico Rebucci.
Obiettivo, dichiarato, della conferenza era quello di istruire i partecipanti riguardo la posizione del coordinamento su alcuni temi principali: la piattaforma della manifestazione che hanno indetto per il 15 novembre; le discriminazioni in atto al Racchetti; provvedimenti e dichiarazioni del Ministro Carrozza. L’esposizione ha calcato la mano su ciò che hanno definito “una questione discriminatoria”: il Racchetti ha inserito un contributo facoltativo; “se i due terzi della classe pagano il contributo – sostiene Rebucci – attività come quella della madrelingua vengono svolte. In caso contrario, no”. Si tratta di attività sia curriculari che extracurricolari, spiegano gli esponenti del Coordinamento. E la stessa cosa, avvisano nel comunicato stampa, è successa l’anno scorso al Pacioli.
Ma questo non è che l’inizio. Infatti, stando all’esposizione, lo stato di salute dell’edilizia scolastica cremasca non è per nulla buono. La fatiscenza dilaga, alcuni impianti di riscaldamento non sono ancora stati attivati e mancano servizi di prima mano come la carta igienica nei bagni. E, a livello nazionale, non va tanto meglio: “il decreto del Ministro Carrozza va nella giusta direzione, ma i fondi non sono ancora abbastanza”, avverte Maganuco. E questo ha pesanti ripercussioni sulla partecipazione scolastica. Lo stesso Maganuco continua: “a causa dei continui rincari e dei tagli attuati molte famiglie stanno ritirando i propri figli da scuola, proprio perché costa troppo”.
Una situazione, quella descritta in conferenza stampa, a loro detta insostenibile. Motivo per cui hanno indetto, per il 15 novembre, un corteo di manifestazione, che partirà da Piazza Duomo alle ore 9.

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