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Scuola Cl, oltre mille
firme pro recupero
dell’ex Valcarenga

Il recupero della scuola della Fondazione Charis, continua ad essere al centro della discussione. Dopo i vari incontri tra comune, provincia, creditori e liquidatore, lo scambio di lettere tra il presidente della Provincia Massimiliano Salini (leggi l’articolo) e il sindaco Stefania Bonaldi (leggi l’articolo), sul futuro della scuola e sulla possibilità o meno di rinunciare al campus a San Bartolomeo in favore del recupero della struttura alla ex Valcarenga, ecco arrivare la prima trance di firme a favore della seconda ipotesi. Una pioggia di firme: mille raccolte in una sola settimana da parte del comitato promotore del recupero della scuola di Cl alla Valcarenga
E questo, dicono dal comitato, “non è che l’inizio. Stanno circolando centinaia di moduli nelle scuole, nelle sedi delle associazioni e dei partiti e in vari punti di ritrovo. I cittadini non ne vogliono sapere di assistere ad un nuovo spreco di denaro pubblico, al consumo del territorio e di vedere sfregiata la nostra città da un eco mostro. Il successo finora riscontrato ha indotto il Comitato Unitario a proseguire nell’iniziativa intrapresa ancora per più settimane, organizzando punti di raccolta in luoghi nevralgici della città di Crema e del territorio”. E la raccolta prosegue domani, sabato, al mattino al mercato, al pomeriggio in piazza Duomo e domenica pomeriggio dalle 15 alle 18 in piazza Duomo.
POLEMICA SEL-PDL
E nel frattempo scoppia anche la polemica tra il Pdl, che si è chiamato fuori dalla partita per il recupero della ex Valcarenga e ha chiesto di appaltare i lavori per il campus del Racchetti in via Libero Comune, (leggi l’articolo) e Sel che ritiene una priorità il recupero della scuola Fondazione Charis. Non fosse altre per il fatto che, dice il coordinatore di Sel, Alvaro Dellera, è stata realizzata con soldi pubblici. “Oggi la proposta in campo, del recupero, non è solo percorribile, ma auspicabile. Trovo oltraggioso sbeffeggiare i cittadini cremaschi con la perentoria difesa d’ufficio propria e dell’amministrazione Provinciale, la quale non vuole dialogare apertamente e rendersi disponibile alla risoluzione del problema insistendo sul campus il cui costo è stimato in 23 milioni di euro. L’occasione di terminare l’immobile della Charis con una spesa stimata fra i 4-5 milioni di euro non può non essere approfondita con la necessaria tranquillità che, il fallimento dal punto di vista giuridico impone”.
A questo, secondo Dellera, si aggiunge il fatto che i creditori sono disponibili a recuperare la scuola, finirla e poi affittarla all’amministrazione provinciale, e il fatto che la scuola, essendo già lo stato dei lavori avanzato, potrebbe essere finita prima del campus di San Bartolomeo.
“Non c’è ragione alcuna di sperperare ulteriore denaro pubblico in una operazione che risulterebbe sgradita”, conclude Dellera sperando che la ex scuola non diventi un ecomostro.
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Commenti
  • Giulio

    Non vi siete accorti che il debitore sta anche nel campo dei creditori con più di un giocatore?

  • Giulio

    Ma non vi siete accorti che il debitore sta anche nel campo dei creditori?