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Università, crescono le matricole (+57%)
Avanti con il DigitSmart e il rilancio

Per l’Università di Crema sembra essere un momento favorevole, le immatricolazioni salgono e il progetto per valorizzare il dipartimento prosegue. Ecco cosa ne pensa il vicedirettore del Dipartimento di Crema, Nello Scarabottolo.
Quest’anno le immatricolazioni sono andate bene, non solo alla sede milanese, ma anche in quella cremasca.
La fusione con Milano è dell’aprile 2012. La Legge Gelmini ha imposto che i dipartimenti avessero delle dimensioni minime da rispettare. Per quanto riguarda le immatricolazioni, c’è stato un sensibile incremento di numero, anche se differenziato in base ai corsi, e tra Crema e Milano. La scelta di Milano Bicocca, di mettere il test d’ingresso al loro corso di laurea, ha provocato trasferimenti verso le nostre sedi. E questo è stato un fattore determinante nell’aumento del numero di iscritti. Al momento, 184 studenti si sono iscritti al primo anno dei corsi di laurea triennale di Informatica e Sicurezza informatica, rispetto ai 117 dello scorso anno accademico.(+57%) Per quanto riguarda la nostra sede, quest’anno c’è stato uno sforzo consistente per far sapere che Crema esiste, e quali erano le peculiarità di questa sede.
A luglio il Rettore Vago, riguardo il potenziamento universitario, disse: “Ottobre è tardi; il lavoro pesante deve iniziare ora”. Nello specifico, cos’è stato fatto in questi mesi?
Ad esempio, abbiamo lavorato molto sui social network per far sapere quel’ era l’offerta formativa. Non è un caso che la laurea online, quella seguita da chi ha problemi e, magari, sta distante, sia quasi raddoppiata come numero di matricole.
A proposito delle cinque macro proposte di rilancio – residenza calmierata, potenziamento trasporti, intensificazione della comunicazione, rinnovo offerta formativa, DigitSmart – presentate a luglio, qual è il loro stato d’avanzamento?
Comunicazione e diffusione l’ho accennato prima. Per quanto riguarda i trasporti, è stata potenziata la navetta. E anche per il discorso degli alloggi, qualcosa si è mosso: in particolare l’Associazione Cremasca Studi Universitari si è mossa parecchio per trovare convenzioni, per facilitare il reperimento di alloggi specie per gli studenti stranieri. E alcune sono già partite grazie alla collaborazione con agenzie locali.
Il progetto DigitSmart sta avanzando, ed abbiamo già la convenzione pronta. Ovvio: operazioni di questo tipo richiedono tempi non brevi, ma stiamo già destinando i locali a questo tipo di discorso del tribunale virtuale. L’approvazione del nuovo piano didattico, invece, è prevista per fine novembre; è in via di definizione, ma non sono previsti stravolgimenti. Più che altro si tratta di un ammodernamento.
Settimana scorso vi siete trovati col sindaco per discutere delle iniziative che state mettendo in atto…
Sì, più che col Sindaco abbiamo dialogato con L’Acsu, che ha chiesto ad alcuni membri del Consiglio Direttivo di creare una commissione che ragionasse su come dare ulteriori spunti al discorso fatto a luglio col Rettore. Abbiamo ragionato in particolar modo su internazionalizzazione e formazione continua, permanente, cioè corsi che non siano diretti solo ed esclusivamente ai neodiplomati, ma. Ad esempio, anche a gente che lavora.
Quindi, in sostanza, sarebbero corsi di formazione.
Direi di sì. I risultati della ricerca sono piuttosto concreti. Si tratta, ora, di creare corsi mirati alla collaborazione specifica. Su questo fronte è emerso che non bisogna fare sempre e solo corsi sulla didattica dell’informatica. Si è ragionato sul discorso della cosmesi, di cui qui abbiamo un polo importante, ma anche sull’automazione. Insomma, formazione su problematiche specifiche, andando a reperire conoscenze al di fuori del corpo docenti che abbiamo qui. In questo modo si potrebbero soddisfare maggiormente i bisogni del territorio, a patto che prima si abbia un minimo di sensazione di ciò che ci circonda.
Per rilanciare Università e città, è stato proposto di realizzare un Campus, alla Pierina, collegato con l’area industriale dove realizzare hotel, piscina, asilo ecc. Crede possa essere una buona idea per rilanciare il polo universitario?
La premessa: questo è il mio parere personale. Detto ciò, sicuramente una città universitaria, un supporto alla residenzialità è importante. Secondo me, però, avrebbe avuto un’importanza diversa, in un’epoca diversa. All’inizio, probabilmente, sarebbe stato estremamente utile. La storia del nostro polo, e la nascita del corso online hanno spostato quest’esigenza. Oggi, tuttavia, la città universitaria è meno critica, come esigenza. È chiaro che sarebbe meglio averla che non averla, però, forse, quello che è successo all’Università di Crema negli ultimi anni ha reso meno critica la residenzialità di massa.
MediaExpo è sicuramente una buona vetrina per l’università. Al di là del mero aspetto pubblicitario e comunicativo, quali saranno le prossime iniziative che metterete in atto per risaltare il polo universitario?
Alcuni eventi che promuoviamo ci vedono più in un ruolo da ospitanti, che da protagonisti. Ci sono, però, anche altri eventi verso i quali ci stiamo muovendo. Alcuni in collaborazione con Acsu, per avvicinarci alle aziende in riferimento ai progetti cui accennavamo prima. Molto importante sarà l’iniziativa che, ad oggi, è fissata per l’8 dicembre: “Made In Crema”. È un momento per far conoscere le storie che noi riteniamo debbano essere raccontate, di ex studenti di Crema, ora giunto alla sua seconda edizione. Si tratta di gente che dimostra come una laurea presa in una sede periferica dell’Università ha poi aperto porte ed opportunità interessanti, al di sopra della linea media, e li ha portati ad avere dei curriculum di spessore. Quest’iniziativa quest’anno la accoppiamo ad un’altra iniziativa, aperta anche alle scuole superiori, sulla creazione e programmazione delle app per palmari, smartphon ecc. Il progetto si chiama “Premia una app”.
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