Cronaca
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Revisione del personale
Beretta: “Scelta negativa”
Giossi: “No, migliorativa”

Rivoluzione nell’organico del comune, è scontro tra Pdl e Pd. Da un lato Simone Beretta del Pdl che ha definito “la revisione della struttura delle aree di posizione organizzativa è l’ennesima ciliegina sulla torta di una giunta che oltre ad essere incompetente e contraddittoria è pure priva di sentimenti che dalle nostre parti, in una piccola comunità come Crema non è di poco conto”. Secondo il consigliere dle Pdl concentrare tutte le competenze nelle mani dei dirigenti non rappresenta una scelta delle migliori sia dal punto di vista della razionalizzazione e dello snellimento. La riorganizzazione secondo Beretta, “peggiorerà il rapporto tra gli utenti, associazioni comprese, con l’amministrazione. Da domani una società sportiva piuttosto che un qualunque cittadino dovranno farsi ricevere dai dirigenti. Mi imbarazza pensare e lo ritengo profondamente ingiusto che chi fino a ieri svolgeva con responsabilità il proprio dovere sia stato privato di diritti acquisiti”.
Non una difesa del personale tout court, ma, dice, la difesa delle posizioni organizzative che ritiene fondamentali soprattutto in alcuni settori, come la viabilità e la protezione civile, posizioni, sottolinea, create dall’ex sindaco Claudio Ceravolo. Così come quella relativa allo sport. “Avere cassato – dice – la posizione organizzativa allo sport con un assessore allo sport, il sindaco, un consigliere delegato allo sport, il dottor Della Frera e con sullo sfondo, lanciato in grande stile con tanto di richiesta di una commissione ad hoc onnicomprensiva della società istituzionale e civile, di “Crema città europea dello sport” è imbarazzante, contradditorio e politicamente suicida”.
Una difesa anche del personale al quale è stato tolto il ruolo. Questione che secondo il consigliere del Pdl potrebbe creare qualche interpretazione sbagliata.
“Tanti penseranno che chi ne è uscito penalizzato è perché non si era dimostrato all’altezza della situazione. Le persone che occupavano le posizioni soppresse erano e sarebbero invece assolutamente all’altezza della situazione. Il loro specifico know how è naturalmente difficile riscontrarlo nei dirigenti che si sono visti riassegnate competenze così specifiche e di dettaglio. Il dirigente non è un tuttologo ma così facendo hanno sminuito la loro funzione direzionale strategica. Semmai la riorganizzazione doveva ridurre il numero dei dirigenti e non quello delle posizioni organizzative che poteva essere ampliato”
“Dal punto di vista della riduzione della spesa troppo difficile per questa giunta pensare che sarebbe bastato un taglio lineare e di solidarietà degli stipendi di tutti quelli che occupavano le posizioni organizzative”, aggiunge Beretta che chiede un passo indietro alla giunta.
Immediata la replica del capogruppo del Pd, Gianluca Giossi che vede nella riorganizzazione un miglioramento
“Uno dei punti programmatici della relazione relativa al Bilancio Previsionale 2013 era quello di realizzare un percorso di riorganizzazione della macchina amministrativa, volto alla razionalizzazione ed allo snellimento delle strutture burocratico- amministrative in essere, anche al fine di ricondurre la spesa prevista entro i limiti della capienza e della copertura, senza ricorrere a misure straordinarie e comunque di emergenza per garantire posizioni già attribuite. Ma soprattutto con l’obiettivo di migliorare i servizi al cittadino. Le modifiche – aggiunge – ad oggi realizzate sono avvenute in base a criteri di pesatura che hanno a che vedere col merito: nulla con le singole professionalità considerate, talora di eccellenza, ma è chiaro che una posizione organizzativa, lo dice la parola stessa, si misura anche in considerazione della complessità dell’ufficio organizzato e del numero di collaboratori con cui il profilo si misura. Non può essere, ad esempio, organizzativa di sé stessa”.
“Da ultimo – conclude Giossi – non si deve dimenticare che la stessa delibera si riserva di verificare l’efficacia e la idoneità dei nuovi assetti, con la piena possibilità di prendere in considerazione ipotesi di evoluzione anche a medio termine, che tengano conto dei servizi svolti e delle risorse di fatto assegnate alle dirigenze di riferimento”
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