Cronaca

Taglio dei treni Milano-Venezia,
pendolari cremaschi senza
coincidenze: sit-in del Pd

Sit-in in stazione a Treviglio contro il taglio dei treni decisi dalla Regione Veneto. Nonostante la mozione approvata dal consiglio regionale lombardo nella quale l’assise dava mandato al presidente Roberto Maroni di collaborare con il collega veneto Luca Zaia per impedire la cancellazione di questi treni, ad oggi nulla pare muoversi. Così questa mattina i consiglieri regionali del Partito Democratico, Agostino Alloni, Gian Antonio Girelli, Jacopo Scandella, Mario Barboni e Corrado Tomasi si sono ritrovati a Treviglio, stazione di interscambio, per protestare contro questo taglio, di quattro coppie di treni interregionali che oggi collegano Milano con Venezia, che dovrebbe entrare in vigore il prossimo 15 dicembre. Questo significa per i pendolari cremaschi un taglio dei treni disponibili per e da Milano verso Treviglio e di conseguenza verso Crema. “Se tolgono queste corse tolgono le coincidenze per i pendolari di Crema e Cremona per arrivare a Milano”, ha spiegato il consigliere Alloni. “La scelta del luogo non è un caso – ha aggiunto Alloni – Treviglio è lo snodo centrale di questa linea ferroviaria in quanto è la fermata di interscambio per i pendolari che dalle province di Cremona, Bergamo e Brescia si spostano per motivi di lavoro o di studio verso Verona. La linea ferroviaria Milano – Brescia – Venezia è tra le più frequentate della Lombardia e conta una media di 36.000 viaggiatori al giorno. La scelta intrapresa unilateralmente dal Veneto penalizzerà i tantissimi viaggiatori ma soprattutto elimina in partenza l’opportunità di creare un sistema ferroviario regionale integrato tra due Regioni sorelle nella Macroregione”. Ma ad oggi nessuna soluzione sembra essere arrivata.

Nel frattempo anche il parlamentare di Sel Franco Bordo ha rivolto una interrogazione al ministro dei Trasporti che sarà trattata oggi durante question-time.
I treni in via di soppressione risultano essere i numeri 2090, 2098, 2106, 2110 in partenza da Venezia e i numeri 2089, 2095, 2107 e 22113 in partenza da Venezia.
“Quella che viene tecnicamente definita come «rottura di carico» prevede nei fatti che le migliaia di persone che usufruiscono del trasporto su rotaie, dovranno necessariamente utilizzare Frecciarossa e Frecciabianca con costi aggiuntivi e disagi, poiché i treni regionali che partono da Venezia faranno capolinea a Verona”.
L’onorevole Bordo chiede al ministro di scongiurare i disagi per i pendolari, promuovendo il trasporto su ferro locale e dotandolo di adeguate risorse.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Caricamento prossimi articoli in corso...