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Scuola Charis, per finirla ipotesi
accordo creditori-Provincia
Comune come mediatore

Scuola della Fondazione Charis, qualcosa forse si muove. Mentre da un lato il comitato promosso ReteScuole, Comitato in difesa della Scuola Pubblica, Legambiente Alto Cremasco, Emergency, Acli, con l’appoggio di parlamentari,consiglieri, dirigenti scolastici, ha messo in campo una raccolta firme per il riutilizzo della struttura di viale Europa, dall’altro il sindaco Stefania Bonaldi è al lavoro per trovare una soluzione per il riutilizzo della struttura. E pare che la matassa si stia districando, e che si potrebbe arrivare ad un accordo tra le aziende creditrici e la Provincia. A questo sta lavorando l’amministrazione. Due le ipotesi: le imprese, con tutte le garanzie del caso, potrebbero finire i lavori e completare la scuola e poi affittarla alla Provincia che lì potrà insediare il campus del Racchetti, anziché realizzarlo ex novo in via Libero Comune. Oppure l’opera dei Sabbioni potrebbe essere ceduta alla Provincia che poi avrà il compito di completare i lavori. La strada potrà essere delineata, come spiegato anche a più riprese dal sindaco Stefania Bonaldi, dal liquidatore, che però non ha ancora fornito risposte. Contatti con i creditori e la direzione dei lavori sono in atto, così come è in itinere una stima complessiva della situazione debitoria necessaria per avere un quadro chiaro e capire come intervenire. Anche se i tempi sono stretti, visto che la Provincia intende iniziare i lavori per realizzare il campus di San Bartolomeo entro la fine dell’anno. Ma anche l’amministrazione, come i comitati, sta facendo tutto il possibile per evitare che la scuola di Cl diventi un ecomostro abbandonato alle porte della città.

A tornare sulla questione e a delineare uno scenario non di facile attuazione sulla vicenda è il capogruppo di Servire il cittadino e consigliere provinciale del Pdl, Antonio Agazzi che verbali delle commissioni congiunte provinciale alla mano afferma che la richiesta del comune di Crema di valutare la possibilità di collocare il campus progettato a San Bartolome nel polo dismesso della Fondazione Charis è sensata ma di difficile attuazione.
“La richiesta – scrive Agazzi riprendendo il verbale delle commissioni provinciali – difficilmente potrà essere accolta per una serie di motivazioni oggettive: la tempistica per far partire i lavori del nuovo Racchetti è strettissima, entro l’anno; la progettazione sia dei locali, ma anche della logistica è a buon punto per quanto riguarda San Bartolomeo; su quest’area, vista la vicinanza con altre scuole, in qualsiasi caso si dovranno edificare dei servizi, come una palestra e le nuove cucine per le esercitazioni pratiche dei cuochi dello Sraffa; la riprogettazione dell’area avrebbe costi considerevoli e infine, la Provincia ha presentato una richiesta di cofinanziamento al Ministero per 2,5 milioni di euro e uno dei requisiti indispensabili è che l’area da edificare sia già di proprietà dell’ente e per legge non si possono acquistare nuovi patrimoni”.
Agazzi ribadisce che l’unica strada percorribile sarebbe quella che la Fondazione Charis donasse l’area della Valcarenga e il manufatto fino ad ora realizzato alla Fondazione Padus della Provincia.
“Comunque – conclude Agazzi – anche questa soluzione comporterebbe una riprogettazione consistente in quanto la struttura esistente ha caratteristiche diverse e più imponenti rispetto a quelle dell’erigendo per nuovo Polo”. Ora però resta da valutare la proposta in discussione tra il sindaco Bonaldi e i costruttori.
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