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Predoni di rame nei cimiteri,
arrestati, hanno confessato
Resteranno in carcere

Le statue recuperate

AGGIORNAMENTO – Hanno ammesso il furto e resteranno in carcere. I tre bergamaschi, fermati dai carabinieri a Rivolta d’Adda e trovati con in auto due statue di bronzo rubate ad un cimitero lodigiano, sono stati interrogati oggi dal gip Guido Salvini e di fronte alle domande non hanno potuto far altro che ammettere il furto. Il giudice ha convalidato il fermo.
I tre predoni dei cimiteri erano stati arrestati dai carabinieri del nucleo radiomobile di Crema a Rivolta d’Adda lungo la S.P. 4 una Citroen C3 grigia. A bordo tre uomini e due statue di bronzo: una giovane vestale con fiori ed un gruppo rappresentante la deposizione e la pietà. Il terzetto, due pregiudicati di Fontanella C.F. classe 1977 disoccupato, G.G.L. classe 1977 muratore, e l’incensurato A.S. classe 1986, celibe, operaio di Antegnate, interrogati sulla provenienza delle statue non sono stati in grado di fornire spiegazioni plausibili. Non c’è voluto molto ai carabinieri per scoprire, coinvolgendo i militari delle province limitrofe, che nel pomeriggio erano scomparse due statue pressoché identiche a quelle ritrovate dal cimitero di Cervignano (Lo). Sono state quindi immediatamente perquisite le abitazioni degli indagati con la collaborazione dei carabinieri di Camisano, Montodine e Treviglio, ed è stata recuperata una porzione di altra statua dello stesso tipo in un garage, tutt’ora oggetto di accertamenti. Le statue ritrovate sono state invece restituite alle famiglie a cui appartengono le tombe deturpate, che hanno sporto denuncia. I tre sono ora rinchiusi nella casa circondariale di Cremona a disposizione della Procura della Repubblica. C.F. è stato trovato in possesso anche di due grammi di cocaina. I carabinieri non escludono che i tre possano essere responsabili di altri furti commessi nei cimiteri del Cremasco, del Lodigiano e della Bassa Bergamasca.
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