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“Alla Valcarenga
vogliamo una scuola,
non un ecomostro”

Sette movimenti, cinque partiti, due sindacati, venti architetti, quattro geometri, sette dirigenti scolastici, uomini di cultura. E poi ancora: parlamentari, consiglieri regionali, provinciali, comunali. Tutti insieme per un’unica causa: fare in modo che la scuola di Cl in viale Europa non diventi un ecomostro, ma sia completata e comincia a fare quello per cui è stata costruita: la scuola.
Allora via con la raccolta firme e con una serie di iniziative coordinate da ReteScuola, che saranno messe in campo da ora per convincere il presidente della Provincia, Massimiliano Salini a non realizzare ex novo il campus per il Racchetti a San Bartolomeo, ma a proseguire portando a termina la struttura di viale Europa, insediando là il progetto.
A illustrare la questione i docenti Claudi Patrini, Massimo Lori e Pasquale Marino, che hanno messo in luce come l’opzione di portare il progetto di via Libero Comune nella scuola di Cl sia fattibile e soprattutto, a loro dire, più logica rispetto alla realizzazione di una scuola nuova a San Bartolomeo. A partire dei costi, che sarebbero inferiori essendo lì la struttura in già in uno stato di avanzamento, con tanto di palestra e auditorium annessi. E non solo. La zone di via Libero Comune per la presenza di molte altre scuole: dallo Sraffa, all’Itis al Munari e Pacioli, risulta essere già troppo congestionata, soprattutto il mattino e alla fine delle lezioni.
Terminare quindi quello che rischia di diventare un ecomostro, secondo i promotori dell’appello comporterebbe “una significativa riduzione dei costi rispetto al previsto insediamento presso il polo scolastico in zona S. Bartolomeo, che richiederebbe la realizzazione di un edificio totalmente nuovo e di conseguenza economicamente assai più oneroso. La struttura Sabbioni-Valcarenga dispone già di tutte le autorizzazioni richieste per la costruzione per altri 3 anni, risulta vincolata ad uso scolastico per i prossimi 30 e le opere di urbanizzazione sono in uno stato avanzato”.
Un appello lanciato al presidente Salini, ricordando che “i creditori hanno già espresso la loro contrarietà ad acquisire la struttura, che lì sono già stati eseguiti lavori per 16milioni di euro e che la città e i cittadini non vogliono un ecomostro ai Sabbioni, ma una scuola finita e funzionante”.
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Commenti
  • ReteScuole Crema

    Caro sig.Lollo,
    se non è al corrente la fondazione “ Charis” vista l’enorme crisi finanziaria in cui versa ed i debiti accumulati, non è in grado di dettare nessuna condizione.
    I creditori inoltre, anche via stampa, hanno dichiarato di non voler avanzare alcuna rivalsa su quest’area in quanto non ha nessun valore commerciale, essendo la Valcarenga vincolata per trent’anni a edilizia scolastica.
    La nostra è una proposta per evitare un nuovo spreco di denaro pubblico ed evitare che un eco mostro sfregi per sempre il paesaggio.
    Non si preoccupi non facciamo nessuna crociata ideologica e non sprechiamo il nostro tempo a screditare CL. Non si è mai posto il dubbio che a disonorare questo movimento siano state le indagini sulle tangenti e lo stile di vita del vostro leader distante anni luce dal Vangelo
    ReteScuole Crema

  • ReteScuole Crema

    All’interno di un civile confronto, come ReteScuole Crema vogliamo fare alcune considerazioni in merito alle osservazioni del dott. Antonio Agazzi inerenti alla nostra proposta di un utilizzo pubblico della scuola di C.L.
    • Agazzi: La tempistica per far partire i lavori del nuovo Racchetti è strettissima, entro l’anno;
    • ReteScuole E’ chiaro che si possa ancora attendere in quanto la costruzione del Racchetti a San Bartolomeo partirebbe da zero, mentre alla Valcarenga i lavori, anche di urbanizzazione, sono in uno stato avanzato.
    • Agazzi: La progettazione sia dei locali, ma anche della logistica è a buon punto per quanto riguarda San Bartolomeo;
    . • ReteScuole: ovviamente la progettazione alla Valcarenga è totalmente definita, si tratterebbe ora di adattarla alle nuove esigenze, secondo i tecnici da noi consultati un compito facilmente realizzabile in quanto per ora esiste un involucro, gli spazi interni non sono ancora delineati
    • Su quest’area, vista la vicinanza con altre scuole, in qualsiasi caso si dovranno edificare dei servizi, come una palestra e le nuove cucine per le esercitazioni pratiche dei cuochi dello Sraffa;
    Siamo d’accordo ma un conto è costruire una palestra e delle cucine, un altro sprecare aree verdi, per non parlare poi del problema viabilistico
    • Agazzi La riprogettazione dell’area avrebbe costi considerevoli;
    • Agazzi La Provincia ha presentato una richiesta di cofinanziamento al Ministero per 2,5 milioni di euro e uno dei requisiti indispensabili è che l’area da edificare sia già di proprietà dell’ente e per legge non si possono acquistare nuovi patrimoni.
    • ReteScuole Ci teniamo a ribadire che in comune è depositata una perizia in cui si certifica che alla Valcarenga sono stati già eseguiti dei lavori per 16 milioni di euro.
    Nello stesso tempo i creditori hanno già dichiarato che non sono minimamente interessati ad avanzare delle rivalse su quest’area in quanto non ha ormai più alcun valore commerciale essendo l’area vincolata per trent’anni come edificio scolastico.
    Per questo riteniamo che si possa acquisire l’area ad un costo decisamente più basso. Quindi la provincia risparmierebbe notevolmente. Inoltre ricordiamo che se la Provincia non può acquisire l’area, tenuto conto del patto di stabilità, la Regione Lombardia può fare, come è già avvenuto in altri casi, da garante. Non solo nella spending rewiew si sono sbloccati i fondi per l’edilizia scolastica.
    ReteScuole Crema

  • Lollo

    L’immobile e’ una proprieta’ privata, se il proprietario non vuole venderla non vende! Se al proprietario non piace chi vorrebbe comprarla non la vede! I creditori possono pignorarla e mandarla all’asta, allora tutti potrebbero partecipare alla vendita. I tempi 3 o 4 anni, come minimo! Mi risulta che la provincia debba consegnare la scuola nuova inun anno o giu’ di li’! Questa e’ solo una crociata ideologica, per screditare e tenere alto il rancore contro C L!

  • Richiesta sensata, la cui attuazione non pare essere così semplice…Alcuni mesi fa il Comune di Crema ha proposto alla Provincia di Cremona di valutare la possibilità di modificare la collocazione precedente (San Bartolomeo) del nuovo Polo scolastico (Racchetti) a vantaggio dell’area della Valcarenga, dove sorge il cantiere del Polo scolastico privato, dismesso, della “Fondazione Charis”.
    La proposta è stata avanzata per scongiurare l’abbandono della struttura.
    La richiesta difficilmente potrà essere accolta per una serie di motivazioni oggettive:
    • La tempistica per far partire i lavori del nuovo Racchetti è strettissima, entro l’anno;
    • La progettazione sia dei locali, ma anche della logistica è a buon punto per quanto riguarda San Bartolomeo;
    • Su quest’area, vista la vicinanza con altre scuole, in qualsiasi caso si dovranno edificare dei servizi, come una palestra e le nuove cucine per le esercitazioni pratiche dei cuochi dello Sraffa;
    • La riprogettazione dell’area avrebbe costi considerevoli;
    • La Provincia ha presentato una richiesta di cofinanziamento al Ministero per 2,5 milioni di euro e uno dei requisiti indispensabili è che l’area da edificare sia già di proprietà dell’ente e per legge non si possono acquistare nuovi patrimoni.
    Contatti sono stati avviati fra la Provincia di Cremona, mediante il “Fondo Padus”, e il curatore fallimentare della Fondazione – nominato alla fine del mese di agosto -. L’unica strada percorribile, anche se molto impervia, sarebbe quella della donazione dell’area della Valcarenga e del manufatto sino ad ora realizzato da parte della Fondazione alla Provincia. Comunque anche questa soluzione comporterebbe una riprogettazione consistente in quanto la struttura esistente ha caratteristiche diverse e … più imponenti rispetto a quelle dell’erigendo per nuovo Polo.