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Odissea Paullese, code insostenibili
I pendolari: “Via i semafori”

Odissea Paullese. Raggiungere il capoluogo lombardo si trasforma ogni giorno in una tremenda avventura per i pendolari, che per ritardi perenni sulle linee ferroviarie, e ingorghi interminabili sulla Paullese, sono arrivati all’esasperazione. Il raddoppio dell’arteria che collega Cremona a Milano avrebbe dovuto, dopo trent’anni, essere la panacea per i pendolari, ma a metà dell’opera questo resta un miraggio. Anzi, a quanto pare, la situazione è addirittura peggiorata. Cronometro alla mano, i pendolari hanno calcolato i tempi di percorrenza da Crema a San Donato: nel 2009 un’ora, ora nel 2013 a metà riqualificazione, un’ora e mezza, “della quale, – riferiscono i pendolari – un’ora per percorrere i 5 chilometri tra il rondò della Cerca al semaforo di Paullo”. A questo si sono aggiunti i lavori sulla Rivoltana, che di fatto dirottando tanti pendolari che utilizzavano quella strada per raggiungere Milano, sulla Paullese. Risultato: tempi di percorrenza ancora più lunghi che causano code già a partire da Spino d’Adda.
E sotto accusa ci finiscono i semafori, le rotonde e le strettoie. Cinque semafori, due rotonde e un passaggio da due a una corsia in 18 chilometri. In pratica un ostacolo ogni 2,25 chilometri.
Una situazione da nervi tesi per i pendolari che hanno deciso di interpellare le istituzione, mettendo il luce anche la pericolosità della strada che passa dalla percorrenza veloce agli ingorghi nel giro di pochi chilometri. La soluzione? Togliere i cinque semafori o per lo meno aumentare il tempo del verde lungo la Paullese.
E soprattutto tornano a chiedere il prolungamento della linea della Metropolitana MM 3 fino a Paullo prima e a Spino d’Adda poi.
ALLONI: ‘ATTENDIAMO RISPOSTE DA ANNI’
Immediata la risposta del consigliere regionale del Pd, Agostino Alloni che fa sapere non solo di vedere di buon occhio l’eliminazione dei semafori, ma di averla proposta a più riprese insieme agli ex amministratori di Spino d’Adda e ai dirigenti di Autoguidovie. Purtroppo ad opporsi sarebbero i comuni interessati e in particolare quello di Paullo.
“Ma c’è una buona novità. – riferisce Alloni – Grazie alla insistenza di Agi e la disponibilità dei comuni di S.Donato e MIlano, a partire dal 21 ottobre e per una settimana in via sperimentale, si eliminerà la svolta a sinistra (direzione per Milano) ai due semafori di S.Donato guadagnando minuti preziosi per gli autobus e per i pendolari cremaschi in coda. Le auto dovranno proseguire fino all’incrocio del primo rondò e tornare indietro per svoltare a destra. Per una settimana. Se la sperimentazione funziona si potrà (io dico si dovrà) fare la stessa cosa per gli altri incroci semaforizzati, a partire da Paullo”. In caso contrario Alloni suggerisce di interpellare il prefetto.
Ma ad una buona notizia ne segue purtroppo una meno positiva per i pendolari: la mancanza di risorse per completare il secondo lotto di lavori e il ponte sull’Adda.
“A me risulta che manchino non solo i soldi del ponte sull’Adda ma anche quelli del secondo lotto di Milano, cecchè ne dica l’assessore provinciale De Nicola”. Stasera la questione sarà discussa tra i sindaci a Spino d’Adda.
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Commenti
  • mara

    Sì, oggi primo giorno di “esperimento” senza le due svolte per entrare in san donato. Risultato: 1 ora e mezza di coda da peschiera a paullo direi INACCETTABILE. con i semafori ci mettevo 15 minuti ad arrivare al primo ma poi via libera. Oggi la paullese era TUTTA intasata, fino al rondò….forse perché prima di fare dei cambiamenti del generesi dovrebbero almeno valutare i pro e i contro….visto che chi viene da paullo al rondò di ingresso in tangenziale e metro deve dare precedenza alle centinaia di veicoli che escono dalla tangenziale….BASTA STRADE!!! Ci vuole la metropolitana!!!!!!!!

  • Mauro

    SI attendono news dai SENATORI/DEPUTUTI del territorio. Qui è quantomai necessario un interventi coordinato. La situazione è seria. L’opera rischia di rimanere incompiuta, la provincia di Milano non ha soldi per completare i lavori di sua competenza. Il raddoppio del ponte è un miraggio … La Paullese rischia di diventare “un’autostrada” con imbuto per 1/3 (quello più critico) del suo percorso. Non ci sono soldi nemmeno per eliminare i semafori a San donato, con sottopassi o altro …
    Qui si sta paralizzando ed esasperando l’economia di un’intera zona/provincia. Non capisco cosa stiano facendo TONINELLI, FONTANA, BORDO e compagnia varia a Roma. Queste sono le priorità! Aprite gli occhi ed iniziate a portare avanti le istanze del territorio! sveglia!! I I sindaci fanno quello che possono … o lo Stato si svegli o qui è un vero disastro. Vedo solo il silenzio di tutti da PDL, PD, Movimento 5 Stelle (è ora di diventare più pratici e vicini veramente alla gente! non c’è solo la costituzione ed il Wi-FI !!!) … SVEGLIA !!!

  • Ste

    I furboni hanno iniziato i lavori da Crema a Dovera e poi Spino…l’unico tratto che non ha mai avuto ingorghi e code!
    Il delirio è da Spino andando verso Milano (e ritorno) e nulla si è fatto!

    Siamo alle solite, incapacità galoppante e lavori iniziati e lasciati a metà!

    Fanno tutti schifo, dal primo all’ultimo, loro che girano con auto blu e sirene e il traffico non sanno neppure cosa sia! Porci!

    • M.M

      quoto al 100%. Bisogna essere proprio dei rimbambiti per iniziare i lavoro da crema verso milano e non viceversa….

      E aggiungo che la situazione attuale è causata da quei semafori in zona paulo. INOLTRE, i furbastri di PAULLO hanno messo il controllo elettronico degli accessi nell’unica via che potrebbe essere un’alternetiva alla paulle. Bravi complimenti. Fosse per me vi chiuderei l’accesso alla paullese e via

      • Stefano

        Purtroppo si continua a parlare e commentare senza conoscere i fatti… I lavori sono iniziati su entrambi i lati in contemporanea, perchè di competenza strettamente provinciale e con fondi assegnati alle singole province; la Provincia di Milano evidentemente ha preferito utilizzarli con tempistiche differenti rispetto a quella di Cremona. La situazione quindi non è figlia della presunta “incompetenza” degli amministratori ma piuttosto della mancanza di una regia superiore e di una programmazione a più alto livello. Aggiungo poi che fino a qualche anno fa i fondi coprivano l’intero progetto, poi qualche ministro dell’economia con gli occhiali ed il cui nome iniziava con “Tre” e finiva con “monti” ha deciso qualcosa di diverso…

        • Stefano

          Ricordo poi che lo scopo della riqualificazione era anche quello di garantire la sicurezza della circolazione: la tratta Crema-Spino non era certo sovraccarica di auto ma era di fatto un’autostrada a carreggiata unica con attraversamenti a raso ed incroci che si sono trasformati in trappole mortali per decine di persone… Anche il sottoscritto anni fa ha rischiato la vita all’incrocio per Scannabue, quindi ben vengano i lavori anche non completi se servono a salvare qualche vita…

        • Questo e’ effettivamente un clamoroso esempio di come il sistema delle province puo’ danneggiare un sistema economico. Comunque da anni i pendolari fanno proposte agli amministratori ma questi difettano evidentemente di buon senso. La maggior parte delle proposte sono economiche e rapide e non comportano grosse somme (forse e’ questo il motivo?). Inoltre l’idea del restringimento del rondo’ di Liscate e la contemporanea chiusura della parallela alla Rivoltana a Cavaione (TEEM), che crea incolonnamenti colossali sia sulla Rivoltana che sulla Paullese e a Cassano, su come la definisci se non INCOMPETENZA?
          https://www.facebook.com/groups/128138700667018/