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Crisi, edile e legno sempre peggio
Pavesi (Fillea): “Ormai chiudono
anche le imprese storiche”

La crisi dell’edilizia, testimoniata chiaramente dai dati diffusi dalla Cgil Lombardia, è sempre più nera anche nel Cremasco. Se a livello provinciale la cassa integrazione di oltre il 27%, è chiaro che nel territorio le cose non vanno per il vanno per il verso giusto. Edilizia ferma, vendite al palo, e operai a casa. A testimoniarlo è Cesare Pavesi della Fillea Cgil, che da anni sta lavorando e combattendo contro questa situazione che ha visto le aziende ad una ad una cadere sotto i colpi della crisi. Dalla cassa integrazione alla chiusura, sono ormai tante le aziende del settore, piccole e grandi ad essere in estrema difficoltà. “Per l’edilizia nessun miglioramento in vista, anzi, – esordisce – ci sono imprese che fino ad ora avevano tirato avanti che in questo periodo sono venute a chiedere la possibilità di utilizzare la cassa integrazione”. E non solo piccole aziende, ma anche imprese storiche che da anni stanno cedendo, al punto di aver diminuito man mano i dipendenti per arrivare, tra pochi giorni alla chiusura dei battenti. “Ci sono – spiega – imprese che anni fa avevano circa 200 dipendenti e che ora sono ridotte a quattro. Una di queste sta completando un grosso lavoro in centro città per poi chiudere definitivamente i battenti. La situazione è grave e non si vede via d’uscitaW”.
Una situazione che è diventata comune anche al settore del legno dove al lungo elenco di aziende in crisi se ne stanno aggiungendo altre che fino ad ora non avevano fatto richiesta di ammortizzatori sociali.
In compenso buone notizie per chi attendeva la cassa integrazione o il pagamento degli arretrati come gli operai della cava Alberti o dell’Arespan, azienda del settore del legno di Agnadello, ormai chiusa. “La cassa in deroga dei primi sei mesi è stata pagata, così come l’Arespan ha mantenuto fede agli impregni presi e ha pagato man mano gli operai”.
Proprio questa sera i sindacati, tra cui quelli del settore edile, saranno a Milano per una fiaccolata per chiedere delle politiche di rilancio al Governo Letta.
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