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Ospedale, la giunta lo difende,
ma le minoranze alzano
il polverone in consiglio

Una delibera di giunta, un atto di indirizzo per contrastare la riforma Sanitaria lombarda. Ad approvarla la giunta guidata dal sindaco Stefania Bonaldi, che dopo la chiusura del tribunale si è mossa tempestivamente per mettere dei punti fermi sulla questione della riforma in atto che potrebbe portare all’accorpamento delle Asl e delle aziende ospedaliere della regione. Un atto di indirizzo nel quale l’esecutivo della città afferma ” di non essere contraria a qualsiasi azione mirante alla razionalizzazione dei costi e dei servizi in ambito sanitario”, ma allo stesso modo chiede il coinvolgimento del territorio a partire dei sindaci fino ad arrivare ai consiglieri regionali e ai parlamentari. Nel documento si precisa infatti, la necessità forte e tempestiva di un “coinvolgimento degli attori territoriali e delle istituzioni locali nelle scelte che ridefiniranno gli assetti e l’organizzazione dei presidi sanitari locali, a tutela della qualità dei servizi resi ai cittadini e delle risorse economiche investite sul territorio per il mantenimento degli stessi”. Per questo motivo la giunta chiede l’attivazione di un “tavolo di lavoro continuativo con il direttore generale dell’Asl di Cremona e quello dell’Azienda Ospedaliera di Crema, alla presenza organica dei consiglieri regionali e dei parlamentari del territorio oltre che di rappresentanze di sindaci del cremasco e con il coinvolgimento di tutti i portatori di interesse a partire dall’assemblea distrettuale dei sindaci”.
Infine, arriva forte anche la richiesta di coinvolgimento del consiglio comunale. La proposta rivolta ai capigruppo e al presidente del consiglio comunale, Matteo Piloni di convocare una seduta apposita per far esprimere tutte le forze e i gruppi rappresentanti della città. Un atto di indirizzo che è immediatamente rimbalzato nella sala degli Ostaggio durante la seduta del consiglio e ha subito scatenato le minoranze, che per bocca del consigliere del Pdl, Simone Beretta hanno chiesto la possibilità, negata, di aprire subito una discussione sul tema. A non essere piaciuto a Beretta è il riferimento alle aziende ospedaliere di Treviglio e Lodi. “Qui si tratta di difendere l’autonomia non di decidere se andare con Cremona e Lodi”, ha detto. A lui ha fatto eco Antonio Agazzi, di Servire il cittadino, che ha accusato la giunta di muoversi tempestivamente in quanto la decisione arriva dalla giunta lombarda di colore opposto a quella della città. A cercare di far da paciere Matteo Gramignoli di Buongiorno Crema, che ha chiesto ai consiglieri di rimanere uniti in questa partita.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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