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Chiringuito, ‘affidato senza delibera’
La denuncia di Beretta:
‘Basta abusare delle minoranze’

Estate, caldo e gente in giro fino a tarda notte. E ancora una volta a essere presi di mira sono i locali pubblici. E se per alcuni locali sono già scattati controlli, diffide e ordinanze del sindaco Stefania Bonaldi perché venga ridotto il rumore, come nel caso del circolo Poster, altri sono oggetto, per ora, solo di segnalazioni. E’ il caso del Chiringuito, il nuovo chiosco ai Giardini Pubblici. E proprio queste segnalazioni hanno portato il consigliere del Pdl, Simone Beretta a dei controlli e ad una scoperta: “non esiste nessuna delibera di giunta per assegnare il chiosco”. “Non mi ero interessato di quella iniziativa perché la ritenevo buona, ma dopo tutte le segnalazioni ho deciso di metterci il naso ed ecco: non c’è delibera. Come si fa ad autorizzare una iniziativa del genere senza delibera e convenzione? Come si fa a non avere garanzie?”. E’ un’altra volta sul piede di guerra il consigliere del Pdl, che spulciati i documenti ha pure scoperto che l’autorizzazione per la struttura è valida fino al 13 agosto, e non come da comunicazione passata in giunta fino al 13 ottobre. “Mi auguro sia un errore”, ha sottolineato, puntando il dito anche contro la scelta della società. “Si tratta di una società di Milano che si occupa di fiere. Mi chiedo: nel Cremasco non c’era nessuno che poteva organizzare una cosa simile?”. E poi ancora.”E chi ha scelto i gestori del Chiringuito? Si tratta degli stessi gestori che il 23 luglio hanno ricevuto in un altro locale la visita delle forza pubblica, il 25 luglio hanno ottenuto la gestione del Chiringuito e il 5 agosto una diffida per l’altro locale. Da un lato ti diffido dall’altro ti premio? E’ stata una compensazione?”, si interroga Beretta che promette un’altra battaglia.
“Se dobbiamo – conclude – abituarci ad un comune che non fa le delibere quindi nasconde quello che fa ai consiglieri ce lo dicano. Non abusi della minoranza, e si affidi alla struttura perché ne abbiamo già viste troppe, come quella di un presidente di una società municipalizzata che si permetteva di nuotare in piscina quanto era chiusa”, denuncia. Al via un altro scontro.
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