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Tribunale, piccola speranza
Un ordine del giorno obbliga
il governo a valutare caso per caso
prima del 13 settembre

Tribunale: seppur lieve, si riaccende un lumicino di speranza. La Camera dei deputati, con un voto trasversale di tutti i partiti, al di fuori del Movimento 5 Stelle che si è astenuto, ha approvato, nonostante la contrarietà del governo, un ordine del giorno che obbliga il governo a riprendere in considerazione la riorganizzazione delle sedi dei tribunali.
In pratica, come spiega Gabriele Piazzoni di Sel, l’ordine del giorno chiede una revisione che prevede “un’analisi caso per caso dei singoli tribunali oggetto di chiusura, tenendo conto della geografia territoriale, della possibilità di trasformazione in sedi distaccate di altri tribunali, e dell’incidenza della criminalità nel territorio in cui insiste la sede giudiziaria”.
Questo significa che prima del prossimo 13 settembre, data fissata per la chiusura del tribunale di Crema, il governo deve riprendere in mano la questione e decidere il futuro del tribunale cittadino.
Secondo Sel, il mantenimento del presidio giudiziario in città è indispensabile, ma prende anche in considerazione il fatto che possa diventare pure una sede distaccata del tribunale di Cremona, considerate anche le difficoltà logistiche della sede accorpante. “Questo consentirebbe ai cittadini del territorio Cremasco di non perdere tutti i servizi erogati dal tribunale di Crema, costringendo oltre metà della popolazione della provincia a lunghe trasferte fino a Cremona, con aumento di costi, tempi ed innefficienze, ed un peggioramento qualitativo del servizio, data la evidente impossibilità del Tribunale di Cremona di far fronte, senza un notevole allungamento dei tempi, ad un sostanziale raddoppio del carico di lavoro”, afferma Piazzoni.
Qualche giorno fa, anche a Palazzo Madame era stato approvato un analogo ordine del giorno presentato dalla Lega Nord.
Come spiega Erika Stefani capogruppo in Commissione giustizia a Palazzo Madama per la Lega Nord: “Il Governo ha accolto un ordine del giorno presentato dalla Lega Nord impegnandosi, di fatto, a rivedere la proroga sulla geografia giudiziaria. Ciò che constatiamo con rammarico, in realtà, è la sordità di questo esecutivo che avrebbe dovuto accogliere la nostra sacrosanta richiesta di proroga prima della chiusura estiva dei lavori”.

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