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Inseguimento di
Capralba: scoperto giro
di furti nei cantieri

Nella foto, la conferenza stampa congiunta

Un grosso giro di furti di gasolio e di macchinari concentrati nei cantieri della Brebemi e del metanodotto, una banda di malviventi specializzata, fughe dall’ospedale, un altro complice, un italiano, denunciato. Questi e molti altri i retroscena che stanno emergendo dopo l’inseguimento di Capralba, una fuga terminata con un incidente che ha mandato in ospedale sia i due ladri di carburante che i carabinieri che li tallonavano. I particolari sono stati illustrati questa mattina in conferenza stampa dai carabinieri di Crema che nelle indagini sono coadiuvati dagli agenti della polizia stradale. Proprio i poliziotti quella stessa sera erano impegnati in un pedinamento di un terzo malvivente che si è poi rivelato essere complice dei due romeni. Per questi ultimi è scattata una denuncia per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e ricettazione. Uno di loro, B.I. N., è anche fuggito dall’ospedale dove era ricoverato, nonostante la rottura della tibia e del perone. Nell’incontro con la stampa, il luogotenente Giovanni Ventaglio, il comandante del nucleo radiomobile Giampiero Cerruti, il comandante della polizia stradale di Mantova Stefano Caleffi e il comandante del distaccamento della polstrada di Crema Mario Crotti hanno illustrato i particolari dell’attività di indagine collegata con la banda che ha causato l’incidente in cui sono rimasti feriti anche i carabinieri coinvolti nell’inseguimento. Un appuntato dei carabinieri è stato trasferito a Brescia dove sarà operato per una frattura scomposta dell’omero destro, mentre il secondo militare ha riportato contusioni guaribili in 15 giorni.
Dopo l’incidente, l’attenzione degli inquirenti si è spostata sull’abitazione dei due romeni a Pandino dove sono state trovate taniche vuote e materiale per estrarre gasolio, e su un’altra casa di Agnadello, di proprietà di un complice italiano, sotto osservazione da parte della polstrada, dove sono stati sequestrati duecento litri di gasolio e un tubo lungo 4 metri, oltre all’auto usata per il furto. L’italiano, G.D., 37 anni, disoccupato, è stato beccato in ospedale dove era andato a far visita ai due romeni ed è stato denunciato per ricettazione. Il gasolio ritrovato era provento di un furto avvenuto nel cantiere del gasdotto a Capralba. Cantiere di 18 chilometri, da Casaletto di Sopra a Spino d’Adda, sotto controllo delle forze dell’ordine, così come quello della nuova 591 collegamento alla Bre.be.mi da Camisano fino a Ricengo. L’operazione fa parte di un anello più ampio di bande, presumibilmente composte da romeni, dedite al furto di gasolio nei cantieri. E non solo: anche al furto di macchinari e attrezzi vari. Solo il furto di gasolio, poi rivenduto a taniche, frutta ai malviventi un totale che va dai 19 a 30mila euro il mese.

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