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Folcioni e Austroungarico, Pdl critico:
“L’ampliamento della scuola
era una priorità?”

L’istituto Folcini ancora una volta nell’occhio del ciclone. Questa volta a puntare il dito contro la troppa attenzione all’istituto musicale è il Pdl che prende spunto dal no della Sovrintendenza al nuovo progetto di riqualificazione e rilancio del mercato Austroungarico presentato dall’amministrazione qualche settimana fa. Già sul piede di guerra, infatti, per un progetto presentato alla Sovrintendenza senza essere stato prima condiviso con la commissione Ambiente e Territorio né con qualsiasi altra commissione, i consiglieri comunali del Pdl, Laura Zanibelli, Simone Beretta e Renato Ancorotti si chiedono ora se la ristrutturazione della mansarda del mercato per ampliare il Folcioni sia una priorità.

“Sappiamo – dicono – che l’amministrazione era interessata all’ampliamento del Folcioni, ma diceva di essere interessata anche all’edilizia scolastica pubblica: ebbene  mentre l’una, facoltativa, prosegue l’altra, pubblica e dell’obbligo, aspetta. Non così era stato detto in commissione bilancio a domanda esplicita sulle priorità in investimento. Quanto costerà in più al Folcioni questo ampliamento? In commissione garanzia il presidente della Fondazione aveva previsto circa 7-8000 euro in più di costi gestione rispetto all’attuale struttura, qualche mese dopo l’ingegnere capo in commissione  bilancio ha parlato di 20.000 euro. Qualcuno l’ha comunicato alla Fondazione? Con che soldi si ripagheranno i costi di gestione, se son lasciate inalterate le rette e anche gli sponsor calano? Sarà il comune a ripianare le spese aggiuntive? Togliendo a chi le eventuali risorse aggiuntive per il Folcioni? Fino a che punto è sostenibile un incremento di spesa carico della Fondazione San Domenico? Di quanto utenti si parla? 15  (limite per la sicurezza noto fino all’anno scorso) o 30 (nuovo limite per la sicurezza)? Saranno spostati alcuni corsi  dall’attuale struttura o verranno attivati nuovi corsi? Con che costi aggiuntivi in tal caso? A carico di chi? Per il Folcioni – concludono – negli ultimi anni son stati fatti passa da giganti: il trasferimento dalla vecchia struttura all’edificio appositamente ristrutturato al San Domenico, la dipendenza e la gestione diretta in capo alla fondazione, la stabilità del corpo docente; ora si vuole aggiungere questo ulteriore tassello: dobbiamo chiederci se in questo momento di crisi è prioritario per i cittadini tutti. E dobbiamo chiederci se per il mercato Austroungarico e la sua piena valorizzazione non debba esser valutato un progetto d’insieme”.

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