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Cava Alberti, ore decisive: verso
la firma di una nuova cassa
Operai senza un euro da dicembre

Ore decisive per gli ex lavoratori della Cava Alberti. E’ fissato per il primo agosto un incontro a Cremona per cercare di definire il futuro dei lavoratori, per lo meno per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali. Due le strade: riaprire la cassa integrazione in deroga, bloccata dal mese di marzo, quando l’azienda ha dichiarato fallimento ed è stato nominato il curatore fallimentare, Claudio Boschiroli, oppure una cassa integrazione straordinaria fino al marzo del prossimo anno. Due strade che i sindacalisti di Fillea Cgil e Filca Cisl discuteranno con i rappresentanti della Provincia di Cremona e con quelli del comune di Crema. La questione fondamentale in questo momento è quello di garantire una entrata mensile ai quegli ex dipendenti che ormai dallo scorso dicembre non percepiscono un euro, oltre ad avere ancora stipendi arretrati da incassare. Spiega, infatti, Cesare Pavesi di Fillea Cgil: “I dipendenti dallo scorso dicembre non hanno percepito più nulla, neppure la cassa in deroga che è stata interrotta a marzo, e che ora dovremmo riprendere. Non so se riapriremo una cassa in deroga da marzo fino a giugno e da giugno a dicembre oppure procederemo direttamente con una cassa integrazione straordinaria, possibile per le aziende in chiusura che intendono affittare un ramo. E questo potrebbe essere il caso della cava Alberti, visto che pare che un ramo d’azienda verrà affittato ad una impresa che si occupa di fornitura di calcestruzzi. L’importante – aggiunge – è garantire una entrata ai lavoratori, che sono esasperati. E’ chiaro che poi sono arrabbiati e si lamentano: tutte rimostranze legittime, viste anche le lentezze delle procedure per il fallimento”.

Intanto la situazione del settore non migliora: “Ogni giorno firmiamo casse integrazione oppure interveniamo su quelle aziende che fino ad ora avevano tirato avanti, ma che ora iniziano a tagliare ai dipendenti le indennità di mensa oppure di viaggio. La situazione continua ad essere tragica”, conclude Pavesi.

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