Un commento

Una cordata di Rotary
Club in favore dello
sviluppo in Uganda

Dal Rotary club Pavia Ticinum al Rotary club Crema. E da quest’ultimo agli altri tre club del gruppo Gerundo: Rotary club Cremasco San Marco, Rotary club Soncino, Rotary club Pandino visconteo. Prende forma la cordata di club a sostegno de “Il seme della speranza”, progetto rotariano a favore dello Zakayo vocational training institute, Uganda. Una scuola sorta con l’obiettivo di migliorare la gestione dei quotidiani mezzi di sostentamento per la popolazione locale. L’iniziativa è stata presentata martedì alla conviviale meridiana del Rotary club Crema, presso il circolo del Ridotto.  “Noi non ci siamo limitati ad aderirvi – ha sottolineato il presidente, Mario Scaramuzza – ma abbiamo anche favorito la partecipazione degli altri 3 club attivi sul territorio”.

A illustrare il progetto Francesco Meriggi, presidente del Rotary club Pavia Ticinum e vecchio amico di un rotariano del “Crema”, Beppe Samanni, anello di congiunzione tra le 2 realtà. “Innanzitutto – ha esordito – bisogna tener presente che quella scuola si trova al confine tra Kenya e Sudan, nella regione del Karanoja. Territori poverissimi e insalubri, anche in confronto alla media ugandese. Abitati da popolazioni seminomadi, dedite alla pastorizia ma anche alla razzia. E inscritti in un quadro aggravato dall’elevata circolazioni di armi”. Lì, la scuola professionalizzante è nata nel 2006. Accoglie anche giovani disabili e svolge corsi triennali: alfabetizzazione, educazione civica, piccolo artigianato, sanità di base. Già. “Perché come vedete – Meriggi stava mostrando una toccante slide – in quelle zone è ‘normale’ bere da una pozzanghera fangosa resa ancor più putrida dalla presenza di animali al pascolo”. Morale: il progetto rotariano si propone di realizzare servizi aerati da cui si possa ricavare fertilizzante, creare un sistema di raccolta dell’acqua piovana, una cucina rispettosa delle norme igieniche e un impianto fotovoltaico che assicuri le più elementari esigenze d’ufficio. Ma anche proiezioni a scopo didattico.

Il progetto vale 40.000 dollari. Di questi, 20.000 sono offerti dai singoli club. A breve verrà formalizzata domanda alla “Rotary foundation”, e se l’ente darà disco verde stanzierà un’egual somma. Diversamente, nulla di fatto.  “Ma se come penso e spero tutto andrà per il meglio – questa la conclusione di Meriggi – a quella popolazione non avremo dato del pesce, ma la canna con cui pescare”. E Crema avrà fatto la sua parte.

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Commenti
  • Ste

    c’è gente disoccupata a Crema che fatica ad arrivare alla fine del mese, ci sono pensionati che faticano a fare la spesa…e pensiamo, con tutto il rispetto, all’Uganda?!?!??!